Che cosa potrebbe cambiare in Abruzzo dopo la vittoria di Musumeci: Meloni a Pescara


Le leader di Fdi presenta il programma di idee per la città, ma con un occhio alle regionali. Prove di unità nel centrodestra?


di Leone Protomastro
Categoria: ABRUZZO
08/11/2017 alle ore 21:12

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Che cosa potrebbe cambiare in Abruzzo ed anche nelle altre regioni d'Italia dopo la vittoria di Nello Musumeci in Sicilia? La crisi del Pd targato Renzi può essere accentuata da un ventaglio di candidati espressione dei territori?

E ancora, la fase due di Fratelli d'Italia (come fatto dalla Lega con Salvini Segretario) su quali basi e persone si fonderà? E'immaginabile una nuova Fiuggi 2.0, così come da più parti si chiede, per aprirsi a nuove energie e ri-abbracciare un mondo troppo riottoso?

Qualche risposta potrà venire dalla visita in Abruzzo della leader di Fdi Giorgia Meloni, che venerdì 10 novembre a Pescara racconterà perimetro e valori di “Un'idea in Comune”, il progetto politico per la città di Pescara. Una città che in questo momento patisce l'assenza di una stretegia politica unitaria, che abbracci l'intera area e non solo circoli e mini centri di potere.

Così come analizzato ieri su queste colonne dai deputati abruzzesi Di Stefano e Amato, è chiaro che il voto siciliano certifica la direzione di retro-marcia intrapresa dal Nazareno: calo costante in moltissime regioni, vocazione leaderistica scricchiolante, difficoltà nell'abbozzare candidati davvero unitari e vantaggio (insperato) per il centrodestra.

Ma se alcune regioni d'Italia sono già stabilmente in mano al centrodestra (Veneto, Liguria, Lombardia) cosa potrà cambiare in quelle per così dire in bilico? Il sindaco di Amatrice Pirozzi ha già fatto intendere di volerci provare in Lazio, dove in verità Zingaretti si è da tempo furbescamente smarcato da Renzi. In Calabria la pattuglia degli ex An, con l'alemanniano Peppe Scopelliti e il meloniano Fausto Orsomarso, scalderanno i motori alle prossime politiche per misurarsi, al pari di Alessandro Urzì in Trentino Aldo Adige e di Filippo Melchiorre a Bari.

In Puglia c'è da capire quanto Raffaele Fitto potrà avere la forza di ricompattare i suoi dopo lo strapotere di Michele Emiliano, anche se Forza Italia sta lavorando sotto traccia con l'ex sottosegretario al lavoro Massimo Cassano. In Piemonte le carte potrà darle si dice l'ex sottosegretario alla giustizia Enrico Costa, anima del Polo Popolare riunito attorno al tavolo dei moderati con Quagliariello, Tosi, Zanetti, e lo stesso Fitto.

(LEGGI ANCHE: INTERVISTA A GAETANO QUAGLIARIELLO)

E in Abruzzo? Il primo a scoprirsi è stato a sinistra Antonio Luciani, da Francavilla ma se il governatore uscente dovesse ricandidarsi è verosimile che il tour appena iniziato a bordo di una Fiat 500 si concluda in garage. Guardando in Forza Italia, oltre al frizzante Febbo che comunque avrebbe bisogno di tempo per tararsi su un circuito così complesso, non si può non pensare all'on. Fabrizio Di Stefano, nome che accorpa storia ed esperienza e che fa facilmente pensare ad una sintesi spendibile.

Ma qualcuno comincia già a far circolare il nome del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi (amico della Meloni e forse in predicato di una candidatura alle politiche del prossimo marzo), anche se ancora acerbo amministrativamente parlando. E al centro? E ancora più a destra?

Detto della novità partitica rappresentata da Azione politica di Gianluca Zelli (intervistato qui) che dopo l'addio a Stefano Parisi ha fondato un movimento in chiave nazionale, ci sono i salviniani Bellachioma e Dipalma che puntano al 4%, chissà se in tandem con Fdi come fatto in Sicilia.

Ecco, di qui al prossimo Natale movimenti, incontri pubblici e riservati (magari stappando un buon Pecorino d'Abruzzo) potranno dire molto più di conferenza stampa e tweet più o meno al veleno.

 

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