Chi è il primo candidato alle prossime (ma non troppo lontane) elezioni regionali


Antonio Luciani, da Francavilla parte in tour elettorale a bordo di una Fiat 500



Per tutti è il "sindaco sceriffo", quello che prende le decisioni senza curarsi delle critiche e degli attacchi. Al primo turno è stato eletto con oltre il 65 % delle preferenze, una quota di consensi che sembra ritenere possa valergli un potere da monarca assoluto.

Arrogante ed egocentrico a dismisura per alcuni, sorridente, affabile e sempre disponibile per altri. Lui “prende di mira la questione, l’attacca, decide e la risolve”. Dice di preferire la “politica dei fatti” e da buon democrat 2.0 condivide su Facebook tutti i suoi spostamenti e le sue iniziative e in estate, gira con la baci elettrica.

 

COSA VUOL FARE

È Antonio Luciani, al suo secondo mandato da sindaco di Francavilla al Mare e aspirante governatore della Regione Abruzzo. Oggi è partito a bordo della sua adorata Fiat 500 bianca, alla conquista dei tanti territori che compongono la regione. In molti, probabilmente, vedendolo arrivare neanche lo riconosceranno.  Ogni sabato, però, prima del voto della primavera 2019 (salvo accelerazioni) lui sarà in alcuni dei 305 comuni abruzzesi. La prima tappa del tour #perlabruzzoconantonio è Sulmona, con soste previste anche a Pescocostanzo, Roccaraso, Castel di Sangro e altre mete.

“Dedicherò 80 sabati a girare l’Abruzzo e a imparare a conoscerlo - ha annunciato Luciani -. Chi pensa di conoscere il territorio abruzzese, così complesso, non so quanto sia sincero”.

Il primo cittadino di Francavilla immagina il futuro dell’Abruzzo colorato di verde, con servizi efficienti e con una spiccata vocazione turistica. Se D'Alfonso non prenderà la via di Roma, Luciani potrebbe trovarsi a duellare con il suo "amico Luciano".

 

PROFILO

Classe 1969, nato a Chieti e residente a Francavilla al Mare, è iscritto all’albo degli avvocati dal 1998. Luciani, dopo il diploma in ragioneria, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza all’università di Teramo. Dichiara di non possedere quote di partecipazione in società e di ricevere uno stipendio - come primo cittadino - di circa 3 mila euro al mese.

Eletto sindaco di Francavilla per la seconda volta l’11 giugno del 2016, terminerà il mandato nel 2021. Sempre che non arrivi davvero alla presidenza della Regione. Oltre alla carica di sindaco, mantiene le deleghe alle Politiche comunitarie, alla Polizia municipale, ai Grandi eventi, alla Comunicazione istituzionale, al Turismo e alla Cultura.

Luciani è stato eletto al primo turno, con l'appoggio del Pd e di quattro liste civiche: Valori In Comune, Sì Per Francavilla, Francavilla Con Luciani Sindaco, Francavilla Unita. Su 13.874 cittadini che hanno espresso il loro voto, sono stati 9.122 coloro che hanno scelto Luciani, pari al 65,75% dei voti validi. Nel 2011 era stato eletto con 7.201 preferenze, pari al 56,24% dei consensi.

 

ANCHE NEL PDL

È il nipote di Remo De Medio, ex sindaco di Francavilla. Cresce in una famiglia molto numerosa e soprattutto con l’affetto dello zio paterno, assessore ai lavori pubblici e ingegnere capo alla Provincia di Chieti.

Discepolo dell’ex sindaco di Francavilla Roberto Angelucci, pare fosse molto amico di Daniele D’Amario, proprio colui che in seguito avrebbe sfidato e battuto alle amministrative del 2011. Luciani, infatti, non nasce democrat e per alcuni anni è stato tesserato nel Pdl, militando nel centrodestra. Il suo passaggio nel Pd non risultò particolarmente agevole, date le resistenze di militanti e dirigenti, che in alcuni casi non volevano rilasciargli la tessera.

Oggi, dopo due mandati da sindaco di Francavilla, non può ricandidarsi nel proprio Comune. Cerca dunque nuove strade e guarda alla Regione, sperando nelle primarie. Non ha mai nascosto la sua grande simpatia nei confronti di Michele Emiliano, ex sindaco di Bari e governatore pugliese, altro personaggio fuori dagli schemi capace di raccogliere ampi consensi.

 

SINDACO DECISIONISTA

La decisione di demolire Palazzo Sirena, edificio storico e simbolo della ricostruzione di Francavilla al Mare, è stata al centro di dibattiti e feroci polemiche. A fermare le ruspe non è bastato l’intervento della soprintendenza, che aveva chiesto di sospendere i lavori in attesa della conclusione dell'iter, né i vari comitati ai quali hanno aderito personalità della cultura e del mondo accademico, storici, antropologi, architetti, urbanisti, semplici cittadini e rappresentanti di associazioni. Persino Vittorio Sgarbi si è scagliato contro il sindaco di Francavilla, arrivando a postare un video durissimo sul suo profilo Facebook, diventato virale in poche ore, nel quale il critico d’arte inquadrava un water: “Fermati assassino! – scriveva sui social - Palazzo Sirena simbolo della ricostruzione della città”.

Alla fine di questa estate al Comune di Francavilla al Mare e al sindaco Antonio Luciani, è stata recapitata la mail certificata della soprintendenza archeologica, Belle arti e paesaggio di Chieti, con la quale si chiedeva di sospendere i lavori alla Sirena. Nonostante questa comunicazione ufficiale, il sindaco ha dato il via libera alle ruspe per l'avvio della demolizione dell'ala storica dell'edificio. Dopo qualche giorno di lavoro del fabbricato sono rimaste solo macerie.

Daniele Licheri e Marisa D'Alfonso, di Sinistra Italiana lo hanno definito il “sindaco sceriffo”: "Se passa l'idea che chi vince fa come gli pare, costruiamo un paese peggiore per noi e per i nostri figli. Il metodo utilizzato dal sindaco di Francavilla e le motivazioni addotte nella sua lettera sono il delirio di un malato di onnipotenza".

 

POLEMICA ESTIVA

Ma Luciani è stato al centro delle polemiche, questa estate, anche per un’altra vicenda, legata al manifesto commissionato e scelto dall’amministrazione comunale per pubblicizzare la stagione estiva 2017 di Francavilla. L’opera scelta, palesemente provocatoria, ritraeva il corpo di una donna girata di spalle con natiche in bella vista e un costumino a pois molto succinto.

Il manifesto non solo si è rivelato un plagio di un quadro di un artista olandese, famoso soprattutto tra gli esperti di grafica, arte e pubblicità, ma ha ricevuto la stroncatura della Regione Abruzzo che, tramite la Consigliera di Parità e la Commissione Pari Opportunità, ha chiesto l’immediato ritiro della locandina perché “evidentemente sessista”.

In quell’occasione il sindaco Antonio Luciani, pur ammettendo il plagio, ha difeso la scelta provocatoria di un’immagine in grado di far discutere e attirare attenzione fino alla fine: “La potenza di un’immagine è tale da catalizzare, per diversi giorni, le attenzioni dentro e fuori dai social network con commenti più o meno attinenti al disegno risultato vincitore del contest ‘In prima pagina’ presentato da Mimmo Di Tizio. Questo è un aspetto che giudichiamo positivo: negli ultimi giorni, infatti, centinaia di cittadini anche non francavillesi si sono interrogati su che cosa è o non è arte, su che cosa è o non è comunicazione, su cosa identifichi o no il turismo di Francavilla, su cosa è o non è cultura”, ha dichiarato in un post su Facebook.

Il Comune di Francavilla alla fine ha fatto marcia indietro, ma l'episodio la dice lunga sul Luciani-pensiero e sulle sue scelte comunicative decisamente spregiudicate.

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