Cosa porta in dote (per le politiche) la vittoria di Musumeci in Sicilia?


Centrodestra e democrat: le analisi dei parlamentari abruzzesi Di Stefano e Amato


di Isabella Falco
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
07/11/2017 alle ore 19:34

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La vittoria in Sicilia del candidato di centrodestra Nello Musumeci rafforza la disfatta della sinistra e espone a critiche ancora più aspre il segretario del Pd Matteo Renzi. Al voto siciliano, infatti, il candidato democat Fabrizio Micari porta a casa solo il 18,5% di preferenze. Il centrodestra esulta e i berluscones gongolano: Musumeci ottiene il 40% dei voti ed è Forza Italia a trascinare la coalizione con il 16,37%, in testa alle altre liste che lo sostenevano: Autonomisti (7,09%), Udc (6,97%), Lista Musumeci (5,65%), Fdl-Lega (5,5%).

Il Movimento 5 Stelle , invece, resta deluso per la sconfitta di Giancarlo Cancelleri (34,65%), superato di cinque punti dal candidato dem.

Crisi irreversibile del Pd? Non sarebbe il caso che l’ex premier si metta da parte? Sono in molti a porsi simili domande il giorno dopo la batosta. Infatti, il Partito Democartico rischia grosso alle politiche. Renzi, messo all’angolo, rinvia la questione della sua candidatura e fa sapere che "alle elezioni si può andare anche senza un candidato premier. Sparare su di me non porterà alla vittoria del socialismo – afferma l’ex premier-, ma al trionfo del populismo”.

Cosa cambia ora nel centrodestra e nel centrosinistra? Ecco l'analisi dei parlamentari abruzzesi Maria Amato e Fabrizio Di Stefano.

 

AMATO

“È una sconfitta annunciata, ma non per questo fa meno male al Pd e a Renzi”, osserva la parlamentare dem. Divisi si perde: la nostra insistenza, nostra come area di Orlando, per assumere come priorita' la costruzione di una coalizione di centrosinistra, era e resta fondata”.

Secondo l’onorevole di Vasto “le due sinistre, presentandosi separatamente, hanno raccolto solo il voto di appartenenza. La contrapposizione, la voglia di misurarsi, la ricerca di quello che ci separa, come prevedibile, hanno fatto danno”. Amato ritiene che ci sia l’urgenza di “un confronto vero sugli obiettivi, sulle alleanze, sull’ idea di società da costruire e sui valori democratici “ e che non si possa “limitare la discussione ai nomi e alle candidature”.

E riconosce il merito degli avversari: “Dopo questo voto il centro destra dà una immagine di compattezza, di forza, dà una prospettiva di vittoria al suo popolo”.
Quale la soluzione allora per riportare il partito alla rimonta? Secondo Amato “il Pd dovrebbe accentuare il suo profilo di sinistra e di 'partito del popolo', attraverso il vero confronto e l’ascolto e recuperare il legame con i territori affrontando il tema delle politiche sociali, del lavoro e della sanità. Se si fa prevalere la politica dei nomi su quella della giustizia sociale, aggiungendo a questo la legge elettorale, l'effetto è la disaffezione”. Per cui auspica la realizzazione di una squadra, soprattutto in Abruzzo, da preferire “all’idea di un uomo solo al comando”.

 

DI STEFANO

Molto soddisfatto del risultato siciliano l’onorevole forzista Fabrizio Di Stefano. “E’ la dimostrazione della grande capacità di Silvio Berlusconi di unire ancora tutta l’area di centrodestra”, commenta Di Stefano. E questo accade quando si presenta unito e con una candidatura seria e credibile, in grado di dare garanzie come quella di Musumeci”, continua l’esponente di Forza Italia. “Il centrodestra torna a vincere con una proposta seria e lo fa contro il qualunquismo dei grillini”, attacca.

Quindi non sottovaluta i cinque stelle. “E’ un risultato che va letto attentamente. È indubbiamente una forza preponderante con cui ci si deve confrontare in questo contesto, anzi posso affermare che il M5s attualmente è il nostro unico e reale avversario.Ma è anche vero – spiega - che ci aspettavamo un dato molto più forte, dato che i grillini  sulla Sicilia avevano puntato tutto", sperando anche che la conquista della Regione tirasse loro la volata per le Politiche.

Poi il fenomeno dell’astensionismo è un segnale sfavorevole per il Movimento: 

"I grillini non sono riusciti ad intercettare il voto di coloro che non si recano alle urne, ma hanno preso solo il voto degli scontenti”.

E cosa cambia ora al centrosinistra? "Se la vittoria del centrodestra continua a dimostrare il ruolo di guida al Centro-Sud di Forza Italia, è sempre più evidente il declino della sinistra- osserva Di Stefano-. Ritengo che all’interno del Pd, poi, si sia voluto dare un segnale a Renzi, tanto che oggi si parla di una sua sostituzione”.

Attacca duramente l’ex premier: “Il Rosatellum dimostra lo stato confusionale di un personaggio in caduta libera, e dimostra di essere il peggiore sistema elettorale che potesse proporre il Partito Democratico, tanto che oggi costringe il partito a trovare un accordo con Mdp". Tutta colpa dell’ex premier, quindi? Secondo il deputato di FI, “Renzi ha delle grosse responsabilità: ha illuso gli italiani e ha messo in campo una serie di riforme che hanno solo fatto sprofondare il Paese. Non so ora cosa accadrà – conclude- ma sicuramente la disfatta siciliana si è rivelata più negativa di quanto Renzi potesse immaginare”.

 

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