Ecco le nostre proposte (politiche e fiscali) per valorizzare la famiglia


Parla Carola Profeta, Presidente dell'Associazione Noi per la Famiglia Regione Abruzzo


di Redazione
Categoria: ABRUZZO
13/11/2017 alle ore 10:05

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Si definisce "prima cellula" ed è la base sociale per eccellenza secondo Carola Profeta, Presidente dell'Associazione Noi per la Famiglia Regione Abruzzo. L'oggetto è la famiglia, quel contenitore valoriale e sociale che, oggi, è "duramente attaccato nella sua centralità dalla società del terzo millennio". Per questo ha promosso un incontro pubbllico a Pescara lo scorso 11 novembre.

A ImpaginatoQuotidiano Profeta racconta obiettivi e proposte di questo impegno. “Immaginiamo una coppia di fidanzati che avendo un lavoro, mettono su famiglia, comprano una casa, acquistano una macchina, mettono al mondo un figlio e si sa, i figli hanno tutta un'economia dietro (prodotti della prima infanzia, abbigliamento, scuola, cultura, divertimento). Tutto sembra semplicistico – osserva - però è un circuito che si riattiva in maniera esponenziale come un effetto domino. Noi per esempio abbiamo proposto di mettere al 4% l'iva per tutti i prodotti per l'infanzia e per la maternità”.

E sottolinea che le famiglie se hanno un reddito dignitoso hanno poi voglia di vivere e di divertirsi, investono sul turismo o sul settore automobilistico. Altro versante di impegno il campo della scuola, quindi nuovi insegnanti, nuove strutture: “Tutto diventa quindi un circuito virtuoso, se si investisse 1 sulla famiglia, il ritorno sarebbe almeno 10 volte tanto”.

Ma in Italia riscontra un attacco ai valori della famiglia? Non solo qui, ragiona, ma anche in Europa. “Ho profonde radici cristiane e vedo che adesso c'è un attacco forte alla famiglia naturale. È vero, siamo uno stato laico, comunque è evidente l'attacco. Pensiamo alla violenza sulle donne. Ho appena partecipato ad un incontro sulla violenza di genere. Un sociologo diceva: chi uccide una donna non è un criminale come il mafioso, chi uccide una donna è qualcuno che ha un problema che nasce dalla relazione, un problema sociale che nasce profondamente dal disgregarsi dall'identità della famiglia”.

E spiega che ormai da anni il welfare sulla famiglia è invece portato avanti per distruggerla: “Anche nelle scuole non si insegnano più determinati valori e rapporti, inoltre con la crisi economica per tenersi un posto di lavoro i genitori sono costretti a sacrificare tempo e a toglierlo alla famiglia. Spesso si innesta tutto un meccanismo di pressioni e a volte di aggressività , soprattutto nell'uomo se non è capace di provvedere ai propri familiari”. Per cui secondo Profeta tutto collegato e la famiglia soffre e si sfalda, implode.

Come si inserisce in questo contesto l'associazione Noi per la famiglia? E'un contenitore nazionale, spiega, con la sua sede principale in Campania. “Io mi sono avvicinata a questa realtà dopo il family day del 2015 a cui noi abbiamo aderito anche come parrocchia di Pescara. È un'associazione che sposa, soprattutto nella mia esperienza, tutto ciò che riguarda l'orientamento politico, ma anche l'orientamento culturale e ideologico, che è di matrice cristiana. Dopo la mia nomina a presidente dell'Abruzzo, si è avuto un effetto a catena e si sono create nomine in varie regioni”.

In Abruzzo spicca il progetto sul rito abbreviato (la petizione di Jennifer, una raccolta di firme per fare in modo che gli assassini non beneficino più di sconti di pena) “e per questo stiamo curando interventi negli stadi, il prossimo sarà lo stadio di Bari: abbiamo scelto quelle location perché, per quanto riguarda la violenza di genere, vogliamo attecchire e influenzare in un luogo non casuale, lì dove la presenza maschile è predominante”.

 

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