Quattro partite alla fine di Russia 2018, quattro squadre rinchiuse in Fortini extraterritoriali chiamati ritiri pronte alla chiamata alle armi di tattiche e muscoli residuali.
Fino a pochi Mondiali fa si calcolava che il Paese capace di alzare la Coppa godesse di un salto in alto del Pil, fino ad un robusto 3 per cento. L'Italia dodici anni orsono per la verità vinse a Berlino ma poi, diciamo così, cambiò discorso...
Belgio e Francia stasera in patria si fermano o quasi per un confronto che si giura equilibrato. In campo da una parte e l'altra tutta quell'Africa nera originaria che, da sola, non progredisce mai nei tabelloni Mondiali.
Certo non è un caso, soprattutto stavolta perché la storia belga e francese è la fotografia per niente stinta del Colonialismo inteso come motore che acquisisce per rigenerarsi arricchendosi.
L'altra semifinale, Croazia a parte, alza il sipario mai così ambizioso oltre la Manica sugli inglesi che il Colonialismo l'hanno inventato. Insomma in Russia sventolano ancora quattro bandiere su trentadue.
E se dici trentatré trovi quella assente dell'Italia, assente giustificata dal nulla, che brucia in Libia, anzi in Cirenaica quale protesta perché i soldi non arrivano. Un vilipendio a orologeria che dovrebbe suonare come sdegno perpetuo per il Colonialismo Tricolore.
Il ragionamento, strabico e psicotico, purtroppo delinea il paradosso: mentre i kolonialisti veri si giocano il Mondiale, noi, da casa, spendiamo soldi inutili.
Buon divertimento...
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