Silvio e dintorni parte I


Il tanto temuto attacco alla persona che ha condizionato (e condiziona) da decenni le televisioni, il costume e la vita politica del Bel Paese proprio non c'è stato


di Lilli Mandara
Categoria: Maperò
30/04/2018 alle ore 08:47

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#Loro1 (Regia: Paolo Sorrentino. Con:Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Lorenzo Gioielli, Ricky Memphis, Alice Pagani, Elena Cotta, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Michela Cescon, Caroline Tillette, Roberto Herlitzka. Genere: Biografico, Drammatico)

 

Ero indecisa se scrivere di Loro dopo averli visti entrambi oppure seguire l’andamento a “puntate” scelto dal regista e dire la mia dopo i primi cento minuti, senza sapere quali esiti finali avrà il biopic d’autore che tutti attendevano (con curiosità, ansia e forse anche preoccupazione), in testa il protagonista, l’immortale B., “Lui”, come è rubricato sulle agende telefoniche dei più fedeli.

Poi ho scelto di scrivere subito, perché già quello che ho visto merita un commento e non si può attendere fino a metà maggio, sennò i pensieri scappano via.

Appena uscita dal cinema ho riflettuto su questo: il tanto temuto attacco alla persona che ha condizionato (e condiziona) da decenni le televisioni, il costume e la vita politica del Bel Paese proprio non c’è stato. Almeno finora. Un incredibile Toni Servillo truccato e travestito (bandana inclusa) da Berlusconi riesce (forse come l’originale?) a risultare addirittura simpatico, vincente, furbo, potente, straricco.

Tutte cose che piacciono molto, si sa. Silvio compare dopo circa un’ora, circondato dalla perfezione assoluta della sua villa in Sardegna; compare a oltre metà film, quando gli spettatori hanno già chiaro il circo che gli gira intorno, presentato da Sorrentino con immagini e suoni rutilanti. Quelli a cui ci ha abituato, che ricordano La grande bellezza e che, come succede ai registi che fanno la storia del cinema, ormai sono come una firma inconfondibile.

Anche se girate da altri, in altri film, sono cose “alla Sorrentino”. I protagonisti del mondo corrotto e smodato, che vede in Silvio uno strumento per “svoltare”, sono Scamarcio (nei panni di Tarantino), Bentivoglio (forse Sandro Bondi? Comunque qualcuno che ha provato a tradire B.) e Smutniak, che interpreta Kira, donna bellissima e potente grazie alla stretta fiducia del capo. Grandi attori, capaci di rendere l’ambiente allucinogeno di quegli anni “d’oro”, quelli delle feste eleganti e di Noemi Letizia (c’è anche lei! La riconoscerete facilmente).

Meritano una menzione le scene collettive, quasi quadri, dipinti da un pittore iperrealista sotto l’effetto di acido, delle pasticche colorate a forma di emoticons che piovono in piscina come grandine. Corpi nudi e sudati, tatuaggi, musica techno estraniante, il sesso sbattuto in faccia e fatto brutalmente, per soldi, per avere qualcosa in cambio, per trovare un posto al sole. Ragazzine che consapevolmente si vendono, nella convinzione che quella sia la strada della felicità. Il virus che si è immesso nella nostra società da decenni, inquinando e deviando l’evoluzione culturale che avrebbe dovuto portare le donne a credere nel proprio cervello e non nel potere del fondoschiena.

Non sono riuscita a capire chi fosse il personaggio che tutti chiamavano “Dio”, ancora più potente di B., un vecchio bigotto ma perverso, fissato con l’igiene, forse temuto anche da Silvio. Un’idea me la sono fatta, ma preferisco aspettare Loro2 per giungere a conclusioni più riflettute. Il film è divertente, utile: merita di essere visto, anche per riflettere sulla nostra storia comune, che comprende certe vergognose nefandezze, da non dimenticare (perché in realtà le abbiamo ancora, tutte, sotto gli occhi). Ma non è cattivo, non è davvero sferzante, finora.

A Silvio fa quasi un favore, soprattutto nel dipingere Veronica (interpretata da Elena Sofia Ricci) come una vera rompiscatole, finta intellettuale, dimentica delle sue vere origini di starlette. Nei panni della moglie del riccone, che legge poesie sui libri Adelphi, beneficiata da un matrimonio-lotteria che le consente di guardare il mondo da una vasca idromassaggio con vista mare. La chicca è Fabio Concato che canta Una domenica bestiale per i coniugi Berlusconi alla ricerca di una ritrovata intimità. Lui è vero, e forse non si è capacitato di come la sua canzone abbia fatto innamorare Silvio e Veronica!

 

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