Dragaggio Ortona, che succede se il Consiglio di Stato rimanda la decisione?


Secondo Forza Italia a rischio i fondi se la pronuncia dovesse spingersi al prossimo aprile



Dragaggio Ortona, che succede se il Consiglio di Stato rimanda la decisione? "La già caotica telenovela dragaggio si arricchisce di un ulteriore e triste capitolo: il Consiglio di Stato, con l'ordinanza n. 05064/2017 REG.PROV.COLL., rimanda al 12 aprile 2018 la discussione sul ricorso presentato dalla prima ditta in graduatoria per l'affidamento dei lavori contro la seconda alla quale il Comune, stazione appaltante, dovrebbe affidare i lavori".

Questo l'annuncio degli esponenti di Forza Italia ovvero il deputato Fabrizio Di Stefano, il consigliere regionale Mauro Febbo, il consigliere comunale Peppino Polidori, l'ex consigliere comunale Tommaso Cieri ed il coordinatore locale Simone Ciccotelli.

"Prima che fosse pubblicato il bando per l'affidamento dei lavori, nella conferenza di servizi alla quale partecipò anche l'allora sottosegretario della giunta regionale, Camillo D'Alessandro, chiedemmo di modificarlo perché avrebbe aperto a possibili ricorsi che avrebbero messo a rischio i fondi per il dragaggio. I nostri consigli non furono accolti, fummo definiti come allarmisti e nemici di Ortona, ma purtroppo i ricorsi sono arrivati e a distanza di oltre 2 anni i lavori non sono stati realizzati con i fondi seriamente a rischio disimpegno. Si sta consumando una tragedia – proseguono gli esponenti di Forza Italia - a causa dell' inadeguatezza di una classe dirigente e politica che non vuole ascoltare le giuste e valide tesi provenienti da chi siede ai banchi dell'opposizione. Con la certezza che il dragaggio fosse e sia una necessità per lo sviluppo di Ortona, del comprensorio e dell'intero Abruzzo, con vivo senso di responsabilità vogliamo fare chiarezza su questa delicata vicenda cercando di favorire un giusto e trasparente iter. Già sono stati commessi numerosi errori che hanno prolungato i tempi, ampliati inevitabilmente anche dalla giustizia. Sperando che non sia troppo tardi cerchiamo di evitarne di ulteriori".

"Ritengo – afferma l' On. Fabrizio Di Stefano - che dovessero essere fatti dei dovuti passaggi a livello ministeriale, purtroppo mai avviati. Pertanto, al fine di evitare che possano derivarne ulteriori elementi ostativi, ho presentato una interrogazione parlamentare in merito. Di certo questi nuovi elementi intervenuti l'andranno ad arricchire".

"Oltre al rinvio da parte del Consiglio di Stato – dichiara Mauro Febbo - è arrivato anche il giudizio n. 2832 del 5 ottobre u.s. da parte del Comitato VIA regionale. Per approfondire il problema e far luce sui possibili scenari, ho convocato in Commissione Vigilanza i dirigenti del Comitato VIA regionale per il 22 novembre p.v. Ho assicurato lo stanziamento di questi fondi e l'attenzione affinchè vengano utilizzati nel giusto modo è una mia prerogativa".

"Non capiamo i toni entusiasti utilizzati dal sindaco Castiglione per annunciare l'esito della Commissione Via regionale. Per lui si avvicinano i lavori, ma non è affatto così, anzi... In quella sede – affermano Polidori, Cieri e Ciccotelli - è stato valutato il destino dei fanghi, ma qui è a rischio l'esecuzione dei lavori. Il problema è a monte: se non si dovesse dragare, quei fanghi non verrebbero prodotti. Di certo questa decisione del Consiglio di Stato non fa altro che allontanarli".

"Di certo – concludono gli esponenti di Forza Italia – la situazione si aggrava. Avevamo indicato la via per evitare la situazione attuale, ma ormai ci hanno condotti in un vicolo cieco. Con un contenzioso pendente, così gravante, qualsiasi cosa farà il Comune, stazione appaltante, avrà delle ripercussioni. Potrebbe procedere all'affidamento alla seconda in graduatoria, ma qualora il Consiglio di Stato affidasse i lavori alla prima??? Ricordiamo che la seconda ditta in graduatoria accumulerebbe i fanghi sul molo per poi portarli in discarica per lo smaltimento con i costi a carico del Comune. La prima, invece, li metterebbe in una vasca di colmata, da realizzarsi, per la quale D'Alfonso dichiarò l'intervento di interesse pubblico tramite la delibera di giunta regionale n. 161 del 14 marzo 2016 alla quale rispose solo la Walter Tosto SPA (problema legato anche alla realizzazione del deposito gpl non ancora scongiurato). Peccato, però, che qualora si dovesse procedere alla realizzazione di una vasca di colmata, come affermato anche dal sottosegretario regionale con delega all'ambiente Mazzocca, sbugiardando il compagno di maggioranza Camillo D'Alessandro, sarebbe necessario il parere della Commissione Via nazionale: ciò comporterebbe un ulteriore aggravio di tempi. I lavori dovrebbero essere realizzati e rendicontati entro il 31 dicembre 2018 e tutto questo non fa altro che metterli sempre più a rischio. Oltre al danno la beffa: chi ha creato questi problemi resta al suo posto, Castiglione esulta sul nulla, Ortona e l' Abruzzo potrebbero perdere un' irripetibile opportunità".

 

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