E se fosse il sale "diverso" di liberali e verdi a rendere più commestibile la minestra tedesca?


Una scalata aspetta la Cancelliera uscente, che seppur con mille intralci, formerà il governo: ma con la speranza che sui temi europei si cambi approccio



E se fosse proprio il sale “diverso” di liberali e verdi a rendere più commestibile la minestra tedesca per Ue e Italia? Le urne in Germania hanno offerto un (prevedibile) quadro mutato. Per assurdo, la Cancelliera è sulla graticola nonostante il risultato: ha comunque ottenuto il 33% dei voti, ovvero una percentuale che i suoi colleghi possono solo sognare nel resto degli Stati membri.

Ma la gran cassa dei media continentali si ostina a titolare sull'affanno (come l'Economist), sul cambio di passo, sulla piroetta che Angela Merkel dovrà inventarsi per non finire addosso all'instabilità. Difficile immaginare che la donna più potente al mondo possa scuotere l'albero “moloch” della politica berlinese a tal punto da far arrivare il pallino in mano a chi ha solo il 10%.

Piuttosto il piglio della Große Koalition che ha rappresentato il timone del merkelismo applicato alla politica (tanto europea quanto atlantica) vedrà realisticamente ancora la luce, con l'unica differenza rappresentata dalla tipologia dei partner. C'è chi si sta allarmando sul fatto che la cosiddetta coalizione Giamaica, che la Cdu dovrà tentare con Verdi e Liberali, possa produrre incertezza e squilibri nell'approccio ai temi europei.

Intanto una buona notizia potrebbe essere proprio questa: ovvero, se la varietà di posizioni su ciò che in questo momento non funziona, ovvero la politica europea, potrà essere il seme di un nuovo modo di intendere proprio l'Ue ed i suoi membri, allora ben venga la pluralità giamaicana di Fdp e Verdi.

E'stata proprio l'ostinazione ortodossa del ministro delle finanze Schaeuble a far pendere il pendolo della crisi europea solo dalla parte del rigore, senza una sufficiente azione mentale (e fisica) orientata alla ripresa. Ripresa che in questo momento vede l'Italia fanalino di coda (ancora) rispetto agli altri. Il discorso legato agli eurobond e alla messa in comunione del dei debiti è ancora un macigno che divide, e il caso ellenico non illuda: ad Atene la nuttata non è affatto passata, anzi, le telecamere sono spente ma di crisi si muore purtroppo ancora in Grecia.

Per cui giova ricordare che un giornale indipendente (anche perché edito da un editore puro) come la Frankfurter Allegemeine Zeitung, in questi mesi non ha lesinato critiche alla Cancelliera uscente proprio in virtù di una sua vaghezza su temi pregnanti, che poi sono stati significativi per i risultati positivi di Afd e negativi della Spd, aprendo di fatto un grosso punto interrogativo sui limiti, attuali, della socialdemocrazia europea, mascherati in questi anni da alleanze e contingenze (come la crisi dell'eurozona).

Cosa potranno dare dunque alla causa (anche nostra) Verdi e Liberali? Al di là delle singole ricette, se meno o più rifugiati, se altro rigore o buon senso nelle trattative, se immobilismo di fronte ad esempio a Mosca o tentavo di dialogo, conterà il sale finalmente sparso su un dibattito che era diventato semplicemnete un monologo. Qualche membro proponeva, fino a ieri, e Schaeuble poi bocciava. Certo, il titolare delle finanze potrebbe essere diretto verso il vertice dell'Eurogruppo, ma quella è un'altra partita, ancora di là a venire.

Ciò che conta, negli auspici, è che Berlino finalmente comprenda che, al di là di chi rischia di più adesso tra Macron e Gentiloni dopo la chiusura delle urne tedesche, è il cuore del vecchio continente che va visitato da un luminare e non da dottorini. Per non aggiungere altro caos e approssimazione ad una piazza dove si urla e non si ragiona, si fonda un partito e poi lo si abbandona. Senza uno straccio di visione.

twitter@ImpaginatoTw