La crisi si vede, ma non c'è


Di Maio e Salvini saranno pure neofiti, ma non fessi


di l'innocente
Categoria: CapoVerso (rubrica innocente)
21/05/2019 alle ore 11:48



La crisi si vede, ma non c’è. Luigi Di Maio e Matteo Salvini affrontano la volata finale delle europee l’un contro l’altro armati. Lo fanno coprendo tutti i ruoli in commedia, brandendo il decreto famiglia e il decreto sicurezza, attirando i riflettori e relegando gli altri, tutti gli altri, in posizioni residuali. 

Lo fanno anzitutto perché sanno che le europee non sono così sentite, che il rischio di un crollo di affluenza e’ reale e che quindi, siccome tutto si giocherà sulle percentuali, devono saper motivare i rispettivi “tifosi”.

La crisi si vede, ma non c’è. Perché anche per il Colle - che pur non sopporta entrambi - la sola strada praticabile sarebbe quella del voto anticipato con tutte le incognite del caso. Fatto che disvela l’inconsistenza dei tanti saputelli a gettone che si esercitano ad ogni ora nell’analisi farlocca e nella più scontata delle spiegazioni: i gialloverdi al capolinea. Toni e scritti ultimativi, mentre quei due dandosele di santa ragione (proprio come capita di vedere in quella specie di sport/spettacolo di nome “wrestling”!) relegano al ruolo di spettatori frustrati i vari Zingaretti e Berlusconi, Bonino e Meloni.

La crisi si vede, ma non c’è. Perché ciò che potrebbe accadere resta avvolto nella nebbia delle ipotesi, buone per chi vive e si alimenta di retroscena, non potendola calcare da protagonista quella scena. Perché è chiaro, chiarissimo che un’altra maggioranza non esiste; ne’ per Salvini nonostante il proporsi della Meloni e il palesarsi dei semprepronti “responsabili” ne’ per Di Maio nonostante l’ammiccare intermittente di Zingaretti e pure di qualche berluscones confuso.

Dopodiché i giovanotti saranno pure neofiti del Palazzo, ma non così stupidi da rimandare indietro, col rischio di regalare ad altri, il saporitissimo piatto delle tante nomine in scadenza: almeno 350 poltrone che aspettano, con centinaia di boiardi che brigano e sperano. Una falange capace di condizionare il futuro politico di entrambi: roba su cui si struttura il potere vero, altro che ipotesi e buffonate!

Per questo la crisi si vede, ma non c’è.

 

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