Niente di nuovo: la "patrimoniale" di Landini fa subito deragliare la gioiosa carretta di Zinga


E' la certezza che il nuovo Pd non ha proprio nulla di nuovo da dire


di l'innocente
Categoria: CapoVerso (rubrica innocente)
06/04/2019 alle ore 13:08



Niente di nuovo. E nulla da dire. Ci voleva Maurizio Landini per far deragliare subito la gioiosa carretta guidata da 'zeppola' Zingaretti. Ci voleva la sinistra operaista che più a sinistra non si può, con la furbissima idea della patrimoniale per darci la certezza che il nuovo Pd non ha proprio nulla di nuovo da dire. Prova provata che il fratello del commissario Montalbano non può essere il futuro ma, solo una meteora. 

Non aveva suscitato alcun entusiasmo, al di là di qualche brindisi interessato da chi aveva in uggia Renzi, l'elezione di Nicola Zingaretti. Perciò non suscita nemmeno stupore il suo barcamenarsi, tra proposte divergenti e opposte. Neppure rispetto a quelle al limite dell'autolesionismo.

Una pratica introitata da Walter Veltroni, l'inventore del "ma, anche"; colui che a colpi di "buonismo" avrebbe dovuto tenere insieme gli opposti, quello che aveva dalla sua ogni élite e ogni potere e che, però, dalle urne ricevette pernacchie. Lo stesso Veltroni che oggi - scrittore di libri che nessuno legge e regista di film che nessuno vede - ha per l'appunto proposto al neo segretario piddino di giocare tutte le fiches del partito sulla riproposizione dello "Ius soli". Niente di nuovo.

Così, 'zeppola' Zingaretti si barcamena, nicchia e immancabilmente sorride nella speranza che qualche illuminazione arrivi.

Lo fa rispetto all'improvvisa ideona del senatore Luigi Zanda - suo sponsor - di aumentare gli stipendi dei parlamentari: ovvero, come ridare fiducia e vigore alla barcollante e declinante stagione dei 'Vaffa' a Cinquestelle.

E lo fa anche dopo l'incontro col volitivo Landini che, fresco di nomina al vertice delle Cgil, riattiva a modo suo la cinghia di trasmissione tra sindacato e partito riproponendo al Pd derenzizzato di propagandare l'idea di una bella "patrimoniale": sinonimo di certissima sconfitta per la sinistra di ogni latitudine.

Niente di nuovo. Se non l'imbarazzo di alcuni e il sorriso dei competitori. Zingaretti dapprima tace e, poi, prova a mettere le mani avanti disconoscendone la paternità condivisa. Peccato. Peccato perché quel messaggio, devastante!, è già bello che passato marchiando la "nuova" segreteria.

E da Bolzano a Lampedusa ogni padre avrà avuto modo di ricordarsi, e di ricordare a figli e nipoti, la stizza e il naturale risentimento per quel "prelievo forzoso" dai conti correnti degli italiani operata nella notte tra il 9 e il 10 luglio del 1992 dal duo Amato-Ciampi. Inizio pessimo. Niente di nuovo.

 

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