Marinella, pugno duro di Dalfy: salta il tavolo


Agguerritissimi, gli ambasciatori Marco Presutti, Silvio Paolucci ed Enisio Tocco


di Lilli Mandara
Categoria: Maperò
03/04/2019 alle ore 11:07



Non hanno atteso neppure che Mdp-Articolo 1 mettesse sul tavolo il nome di Marinella Sclocco. Si presentano un’ora prima della riunione della coalizione, ieri pomeriggio alle 17, negli uffici del gruppo Mdp del Comune di Pescara: agguerritissimi, gli ambasciatori di Luciano D’Alfonso, Marco Presutti, Silvio Paolucci ed Enisio Tocco (il primo rappresentante della lista Giachetti non eletto all’assemblea Pd, secondo e terzo di Martina) e con toni alterati dicono che loro mai e poi mai accetterebbero come candidato sindaco il nome dell’ex assessore regionale passata dal Pd a Mdp.

Un grave sgarro politico, così lo hanno interpretato i consiglieri comunali, visto che il nome della Sclocco non era stato ancora ufficializzato e il tavolo non si era ancora riunito. Uno sgarro per la presenza di Paolucci, che tra l’altro è di Chieti e non dovrebbe avere alcuna voce su Pescara, e anche per l’assenza di Antonio Blasioli, ex vice sindaco ora eletto alla Regione, che forse è stato tenuto lontano per via della sua amicizia proprio con gli esponenti di Mdp-Articolo 1. E’ questa la volontà di Dalfy, che continua a tenere sotto scacco il partito e le scelte di Pescara. Ma il Pd, anche la fetta contraria a Marinella Sclocco, non intende digerire il nome dell’avvocato Carmine Ciofani calato sul tavolo del centrosinistra sabato scorso proprio dall’ex governatore. 

E quindi oggi il centrosinistra è ancora a carissimo amico: nessun candidato certo, solo nomi sui quali il Pd si divide, preso da faide interne e rancori, ostaggio del senatore di Lettomanoppello.

Eppure ieri l’uscita del nome ell’ex assessore regionale sui giornali aveva rappresentato un test importante, un referendum che aveva risvegliato l’entusiasmo della maggior parte del centrosinistra. Insomma, un nome che ha spiazzato Dalfy e i dalfonsiani che invece non avevano raccolto molti consensi sul nome di Ciofani.

Ma Marinella no, è una che l’ex governatore non vuole vedere manco in fotografia, che ha disertato gli ultimi mesi di giunta in segno di dissenso, con cui ha avuto scontri durissimi, che ha lasciato il Pd per andare a Mdp. Un vicolo cieco. Anche Gianni Teodoro, sentito il nome fatto da Dalfy, in segno di dissenso ha ormai deciso di correre da solo, in perfetto stile Teddiboys, in modo da fare da ago della bilancia al ballottaggio (anche se nel frattempo ha avviato contatti col candidato del centrodestra Carlo Masci).

In ogni caso ieri il Teodoro senior andava dicendo che se Dalfy non dovesse ritirare il nome di Ciofani dal tavolo del centrosinistra, lui non li voterà neppure al ballottaggio. Un ultimatum in piena regola.

Quindi tavolo rinviato a data da destinarsi (e per l’occasione la direzione del Pd è stata aggiornata a venerdì), una pausa di riflessione un po’ lunga per consentire al partito di ricompattarsi e di riordinare le idee (e possibilmente di trovare un candidato disposto a immolarsi se alla fine non si riuscirà a portare tutti dalla parte di Marinella Sclocco).

Sul fronte centrodestra, Carlo Masci ha accolto con un’alzata di spalle l’altolà della Lega con cui Gianfranco Giuliante ha detto no all’ingresso di transfughi di Alessandrini nella coalizione. Un no che dovrebbe valere a maggior ragione per i Teodoro e che lega le mani dell’eterno candidato sindaco. Nel frattempo a Montesilvano continua la campagna acquisti della Lega: oggi saranno annunciate altre due new entry.

Insomma, ancora centrosinistra in standby.

ps: Ore decisive: per conoscere il nome del candidato sindaco e per capire se Dalfy farà un passo indietro oppure no.

 

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