Legittima difesa: buona legge o nuovo scontro al governo?


Totani (Camera Penale Aq): "Presto emergeranno reali differenze tra i due partiti"


di Anna Di Donato
Categoria: ABRUZZO
07/03/2019 alle ore 18:05



La legittima difesa è legge. È stata approvata alla Camera con 373 sì, 104 no e 2 astenuti. Ora il provvedimento, appoggiato anche da Forza Italia (che ne rivendica la paternità, per via della proposta presentata il 13 novembre 2015) e Fratelli d’Italia, passerà per le mani del Senato il prossimo 26 marzo.

Tanti i deputati assenti del Movimento 5 Stelle, 29 in missione, 25 rimasti fuori dall’aula. Luigi Di Maio, invece, ha commentato la suddetta abrogazione con un laconico: “È una legge della Lega, ma è nel contratto di governo e io sono leale al contratto”.

Contrario Alfredo Balzoli del Pd, che la definisce “peggio degli Stati islamici che usano le fruste  o il taglio delle mani” mentre il neo segretario Pd Nicola Zingaretti sollecita a preoccuparsi maggiormente del “lavoro, di quello che è utile alla gente, non di quello che serve ai partiti per farsi propaganda”. Contrari anche Leu e + Europa.

La Lega esulta, invece, col suo ministro Giulia Buongiorno che su twitter “cinguetta”: “Stop ai calvari giudiziari per chi si difende e per chi reagisce a un’aggressione in stato di turbamento”.

Ma è davvero così?  La legge sulla legittima difesa è un sostegno reale a chi subisce un'aggressione? “Si tratta dell’ennesima norma manifesto con la quale si inganna l’opinione pubblica facendo credere che chi spara sarà sottratto a una indagine”, commenta il presidente della Camera Penale de L’Aquila e Segretario del Consiglio delle Camere Penali Italiane Gianluca Totani. “In realtà, se pure si allargano i criteri di proporzionalità, sarà sempre un giudice a dover valutare se quel fatto sia o meno scriminato. Peraltro, se da un lato sono assai pochi i casi controversi, dall’altro una norma che vuole sostanzialmente appaltare ai privati la propria difesa segna una sconfitta per lo Stato che invece dovrebbe garantire direttamente i cittadini”.

La nuova legge, potrebbe essere anche l'ennesima pietra di scontro nella maggioranza che avvicina ad una crisi? “La sensazione”, conclude Totani, “è che finora le due forze di maggioranza abbiano governato a compartimenti stagni riservandosi propri spazi di intervento. Una volta esauriti i temi bandiera di una campagna elettorale mai terminata,  potrebbero emergere le reali differenze tra due forze politiche che in comune hanno il solo tratto del populismo ma che in realtà la pensano assai diversamente su molti argomenti”.

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