Moda, chi è la creatrice pescarese che ha vinto la London Hats Week 2019


Stefania Belfiore, in arte Stybel, ha vinto il primo premio con un cappello Made in Italy


di Anna Di Donato
Categoria: ABRUZZO
06/03/2019 alle ore 18:14




Quest’anno il primo premio della London Hats Week 2019, settimana del cappello più famosa al mondo è andato a una creatrice pescarese, Stefania Belfiore, in arte Stybel. La vincitrice potrà esporre la sua creazione alla Menier Gallery della Central London Exhibition, nel corso della mostra “The Great Hat Exhibition-World Garden” dal 3 al 12 aprile 2019
Tema del concorso, “Equilibrium”, che Stybel ha interpretato realizzando un cappello ispirato alle opere del pittore Piet Mondrain
Per saperne di più, Impaginato.it ha conversato con Stefania Belfiore. 

Il suo cappello ha vinto il primo premio della London Hats Week. Che cosa significa per lei questo successo?

“Questo per me è un grande successo, una grande soddisfazione perché ho lavorato tanto in questi anni, con grande passione. Sono felice di aver avuto un riconoscimento nel settore dei più grandi modisti al mondo ed essere stata giudicata prima da giudici inglesi. È una grande soddisfazione, che apre molte porte”. 

Il tema del concorso era Equilibrium. Che cos’è per lei l’equilibrio a livello estetico?

“È fondamentale. È proprio quella ricerca dei giusti accessori, del giusto outfit della persona per apparire esteticamente bella ma anche e soprattutto, far trasparire la propria personalità”. 

Che caratteristiche deve avere un cappello di tendenza?

“Un cappello di tendenza deve rispecchiare, ovviamente, la moda del momento, però deve sempre dar risalto alla femminilità e comunque allo stile della persona che lo indossa”. 

Artista, modista, insegnante all’Accademia di moda. Che altri progetti ha in serbo per questo 2019? 

“Beh, questi sono già grandi progetti ma spero di entrare nel circuito internazionale dei modisti di cappelli. Il mio maggior obiettivo era quello di divulgare questo antico e prezioso mestiere tra i giovani, perché il cappello è stato sempre un accessorio per eccellenza. Da tanti anni, però, è stato dimenticato, le nuove generazioni non ne conoscono proprio l’essenza, la proprietà, quello che può dare, come può trasformare, indossandolo. Conoscendone la forma, i materiali con cui si può realizzare, i vari procedimenti, le varie tecniche per realizzare il prodotto, si può apprezzare in tutte le sue sfaccettature. Con questi insegnamenti (perché faccio sia workshop privati e appunto sto portando i progetti nelle Accademie), avviciniamo un po’ i giovani alla ripresa di quell’eleganza e quello stile personalizzato per far sparire la standardizzazione che c’è stata negli ultimi decenni”. 

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