Scossa nell'aquilano: 3,6 magnitudo


Epicentro a Pizzoli ad una profondità di 10 km


di Lucia Rossini
Categoria: ABRUZZO
05/02/2019 alle ore 10:06



Scossa di terremoto avvertita nell'aquilano: 3,6 di magnitudo. Epicentro a Pizzoli, ad una profondità di 10 km. Avvertita anche ad Avezzano e Pescara. Al momento non si segnalano danni, ma la paura non è mancata tra gli studenti che hanno interrotto le lezioni all'università e sono scesi in strada.

 

PRECEDENTI

Lo scorso 1 febbraio due scosse di terremoto avevano interessato il centro Italia, nella parte meridionale dell'Umbria. La prima vicino Terni di magnitudo 3, individuata a 9 km di profondità e con epicentro 2 km a ovest di Stroncone. La seconda di 2.6 qualche ora prima. Non si segnalano danni a cose o persone.

Lo scorso 27 gennaio sei scosse di terremoto avevano interessato il Grossetano, la più forte di magnitudo 2.9. Epicentro a un chilometro da Montieri, poi a Montespertoli, in provincia di Firenze di magnitudo 2.0 con profondità di 7 km.

Dieci giorni prima una scossa di magnitudo 4.6 è stata avvertita sulla costa romagnola, a 11 km da Ravenna. Tanta paura e scuole chiuse in via precauzionale. Sono seguite tre scOsse di assestamento minori, di magnitudo 3 dopo la mezzanotte. Secondo l'Ingv le scosse sono avvenute in un'area di una zona considerata ad alta pericolosità sismica.

Lo scorso 2 gennaio una scossa di terremoto aveva interessato la Marsica, a Collelongo (L'Aquila), di magnitudo 4.2, registrata nel centro situato a 54 chilometri dall'Aquila, ad una profondità di 17 chilometri. La scossa era stata avvertita anche all'Aquila, ad Avezzano e a Roma.

Cittadini in strada ma nessun ferito. Ne erano seguite altre due di scosse, minori.

Lo scorso 6 novembre una scossa di magnitudo 3.4 era stata registrata nel reatino, con i primi testimoni che hanno parlato di un forte boato. L'epicentro venne localizzato ad un chilometro dal comune di Montenero Sabino, a una profondità di 10 chilometri.

Quaranta giorni prima una scossa di terremoto era stata registrata nel maceratese, ad una profondità di 7 chilometri, nel cuore del Parco dei Monti Sibillini. Esattamente a Ussita, da 3.6 magnitudo: niente danni. La stessa zona era stata violentemente colpita dal terremoto nel Centro Italia di due anni fa.

Lo scorso 30 agosto una breve scossa di terremoto aveva colpito Rocca di Botte (L'Aquila): magnitudo 3,1. Non si registrano danni a cose o a persone, ma i cittadini si erano riversati in strada per la paura.

Lo scorso 16 agosto Termoli e Campomarino in provincia di Campobbasso erano state bersagliate da una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.2, con epicentro a Montecilfone. A Palata lievi danni con crepe nei muri nelle abitazioni.

Era stata la seconda scossa in meno di due giorni, dopo quellA di 4.7 avvertita la notte di Ferragosto tra i Comuni di Palata e Montecilfone. La scossa era stata avvertita chiaramente anche in Abruzzo, Puglia, Lazio e Campania.

Lo scorso 25 luglio all'Aquila era stata registrata una scossa di magnitudo 3.0 a 11 km di profondità, nei comuni di Scoppito, Lucoli, Pizzoli e Tornimparte.

Lo scorso 14 giugno una scossa di terremoto (da 3.1) era stata registrata nel teramano: nessun danno, in località Pietracamela a una profondità di 6 km.

Lo scorso 21 maggio una scossa da 3.8 di magnitudo era stata avvertita ad Ancona, con epicentro nel maceratese 2 km a ovest di Muccia e ad una profondità di 9 km.

Lo scorso 17 maggio ad Amatrice c'era stata una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 ad una profondità di 11 km, con epicentro localizzato a 5 km da Amatrice, 6 km da Cittareale e 9 km da Montereale (L'Aquila). Avvertita anche in Abruzzo.

Lo scorso 26 aprile c'era stata una scossa di terremoto da 4.2 magnitudo in Molise, ma avvertita anche nel pescarese. Secondo l'Invg l'epicentro era stato localizzato ad Acquaviva Collecroce, in provincia di Campobasso. Nessun danno ma tanta paura tra i residenti.

Lo scorso 10 aprile una scossa di magnitudo 4.6 aveva colpito il Maceratese con danni e scuole chiuse a Pieve Torina. Fermi tutti i treni sulla linea Civitanova-Macerata. Crollato anche il campanile della Chiesa del '600 Santa Maria di Varano.

Il sisma era stato registrato alle 5.11 con epicentro a 2 km da Muccia ma molte altre sono state le scosse di assestamento avvertite nelle province di Macerata, Ancona, Pesaro, in Umbria, in parte della Toscana, nel Lazio e, in modo lieve, a Roma.

Una scossa anche nell'Aquilano da 3,3 avvertita nei comuni di Ocre, Fossa e Rocca di Cambio, Sant'Eusanio Forconese, Villa Sant'Angelo, Lucoli e Rocca di Mezzo, L'Aquila, San Demetrio ne' Vestini e Poggio Picenze.

Lo scorso 31 marzo a tremare era stata l'Aquila con una scossa da 3.9. Epicentro a 7 km ad est della città ed ipocentro a 20 km di profondità: nessun danno registrato. Il sisma era stato percepito nettamente dalla popolazione.

Lo scorso 5 febbraio Amatrice era stata interessata da una scossa di magnitudo 3,4 la terza in quindici giorni, la quarta in un mese. Era stata riscontrata a 3 chilometri a nordest da Amatrice ad una profondità di 11 chilometri. A darne conto la Sala Sismica dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma: avvertita nei comuni di Appignano del Tronto, Ascoli Piceno, Castel di Lama, Roccafluvione, Isola del Gran Sasso d’Italia, Teramo.

Lo scorso 11 gennaio una scossa di magnitudo 3.6 era stata avvertita ad Accumuli, Campotosto e Arquata del Tronto alle 4:48. Secondo i rilevamenti l'Ingv l'ipocentro fu a 10 km di profondità con l'epicentro 2 km a nordest di Amatrice, a 8 km da Accumoli, a 11 da Campotosto (L'Aquila) e a 15 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno).

 

2017

Un'altra notte sismica nel centro Italia lo scorso 28 dicembre, quando a tremare erano state Amatrice ed Arquata del Tronto. Ben dieci scosse registrate dopo la mezzanotte, con quella maggiore di magnitudo 2.7 con epicentro a 9 km da Amatrice (Rieti) e due di 2.6 a 7 km da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno).

Due settimane prima ce n'era stata un'altra (doppia) ad Amatrice, e immediatamente dopo una in Adriatico, a 100 km da Pescara e a 90 da San Severo (nel foggiano). Per l'Abruzzo era stata l'ottava in meno di 90 giorni.

Lo scorso 4 dicembre una doppia scossa sismica ad Amatrice, la settima in 70 giorni. Poco dopo mezzanotte una scossa da 4.2 magnitudo venne avvertita in tutto l'Abruzzo e anche nel Lazio (e a Roma nord). 24 ore prima invece una scossa di 2.5 era stata avvertita all'Aquila.

Secondo i sismologi dell'Ingv si trattò del cosiddetto aftershock, seguito all'attività in calo delle ultime settimane. Ma la sequenza attiva aveva causato la ripresa.

Lo scorso 23 ottobre una lieve scossa da 2.2 di magnitudo era stata avvertita ad Avezzano, a 12 km di profondità (nessun danno a cose o a persone). Il 23 settembre a L'Aquila era stata registrata una scossa di magnitudo 2.9 della scala Richter, con epicentro a Capitignano a 12 chilometri di profondità (nella stessa giornata un sisma di magnitudo 2.8 si era verificiato ad Aidone, in provincia di Enna a 35 chilometri di profondità).

La sera prima alle 20:51, eccone un'altra lieve da 2.0 a Montereale, in provincia dell’Aquila ed ipocentro a 13 chilometri di profondità.

 

Lo scorso 10 settembre una scossa di magnitudo 3.9 era stata avvertita nel centro Italia e registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a Scurcola Marsicana, in provincia de L'Aquila, a una profondità di 8 chilometri.

La scossa era stata avvertita nei comuni a cavallo tra Abruzzo e Lazio, come nella zona dei castelli romani ed alla periferia della Capitale.

 

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