Ombrelline, Felice non è felice



di Lilli Mandara
Categoria: Maperò
05/07/2017 alle ore 06:12



E’ arrivata anche Laura Boldrini, alla fine. Mentre il Consiglio regionale non va in onda perchè la maggioranza si dilegua (ma anche perchè mancano pezzi importanti come Gerosolimo, Di Matteo e Olivieri di nuovo sulle barricate), la presidente della Camera posta su Facebook la sua reprimenda sull’uso delle Ombrelline:

“Questa foto è una brutta immagine – scrive a corredo dello scatto che ha fatto il giro d’Italia e non solo – Sei donne che regione l’ombrello ad altrettanti uomini, comodamente seduti per parlare a un dibattito sotto la pioggia a Sulmona ci fanno fare un salto indietro. E non sarebbe stato meno stridente – aggiunge la Boldrini – se al posto delle ragazze ci fossero stati dei ragazzi. Come si fa a non rendersene conto?”.

No, non se ne sono ancora resi conto, anche se le pressioni perchè almeno lui, il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso chieda scusa, si fanno sempre più forti. Ieri, nessun segnale.
Mentre le reazioni si fanno sempre più scomposte e imbarazzanti. Come quelle di un altro ospite della tavola rotonda, Emanuele Felice, che ha parlato a Sulmona anche lui con la testa protetta dalle Ombrelline: uno storico giovane, che nelle foto si riconosce dalla pashmina azzurra. Lui tenta di spostare l’attenzione su un altro problema, quello della mancanza di donne come relatrici alla convention della Fonderia:

“Sono finito anch’io in questa foto e in questa storia. Mio malgrado, ma era inevitabile. L’immagine parla da sé e bisognerebbe ammettere che si è sbagliato (tanto più che nel pomeriggio le ombrelline sono state usate anche per riparare dal sole). Sulla discriminazione di genere, quello che però a me colpisce non sono tanto le “ombrelline”, ma la composizione del palco (di cui facevo parte): a parlare delle prospettive dell’Abruzzo e del Mezzogiorno c’erano solo maschi. Questo è il problema più serio. E il fatto che sia stato anche quello meno evidenziato dalla stampa ne è, in fondo, la riprova. La questione di genere è lì. Ho sempre pensato, l’ho evidenziato nei miei libri, che fosse una delle tare principali dell’Italia e, ancora di più, del Mezzogiorno. Abbiamo ancora molta strada da fare, siamo ultimi su questo fra tutti i paesi avanzati. Forse quest’incidente potrà essere utile, se servirà ad accendere i fari sulla vera discriminazione”.

Ma non gliela lasciano cadere, proprio per niente. L’ architetto Agostino Monteferrante, militante critico del Pd, gli risponde così:

“Se lo dicevi durante il dibattito e prima che scoppiasse la polemica era meglio. Adesso è facile ma forse in quel momento non hai capito, era quello il momento di rifiutare l’ombrello o alzarsi”.

“Forse non ho capito – è la risposta di Felice – Ma stando su palco, e preoccupato del dibattito, peraltro sotto la pioggia, non ho visto il colpo d’occhio dell’immagine e non ho realizzato”.

Ma è come arrampicarsi sugli specchi, oramai ogni tentativo di difesa stride di brutto.
ps: ed è ancora molto difficile chiedere scusa.

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