Rito abbreviato, Pescara dice no agli sconti di pena


Approvata in Consiglio comunale la mozione di D'Incecco (FI). Carola Profeta: "Profondamente grata"


di Lucia Rossini
Categoria: ABRUZZO
23/03/2018 alle ore 15:45

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Pescara dice no al rito abbreviato: niente sconti di pena, nessuna scorciatoia giudiziaria, ma certezza del giudizio e della eventuale condanna nei casi di femminicidio e omicidi efferati. Il Consiglio comunale ha approvato, con 17 voti a favore, la mozione presentata dal vice capogruppo di Forza Italia, Vincenzo D’Incecco.

"Sono profondamente grata al consigliere D’Incecco -scrive Carola Profeta, presidente dell'associazione regionale “Noi per la famiglia”- per l’approvazione della mozione da lui presentata in consiglio comunale a Pescara. Una mozione fortemente voluta sia dall’associazione Noi per la Famiglia e sia dal Comitato Insieme per Jennifer. L’approvazione della medesima impegna il Sindaco Alessandrini e la giunta comunale (costituitosi parte civile nel processo di Jennifer Sterlecchini) a ufficializzare un documento da inviare alla Camera e al Senato per richiedere l’immediata calendarizzazione del progetto di legge n.4376, diretto ad escludere l'applicabilità del rito abbreviato e del conseguente sconto di pena di un terzo per alcuni reati di gravissimo allarme sociale, fra i quali il femminicidio".

"La proposta in oggetto- spiega la Profeta- esclude il rito abbreviato per i seguenti reati: strage, maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, sfruttamento sessuale dei minori, violenza sessuale semplice e di gruppo, atti sessuali con minorenne, omicidio commesso contro l'ascendente o discendente, omicidio premeditato, omicidio per motivi abbietti o futili o commesso con sevizie o con crudeltà verso persone, tratta di persone e acquisto e alienazione di schiavi, sequestro di persona a scopo di terrorismo o eversione, sequestro di persona a scopo di estorsione cui consegua la morte dell'ostaggio".

"La normativa vigente, infatti, prevede che anche in caso di delitti di sangue efferati sia da applicare uno sconto di pena per il solo fatto che l'imputato abbia fato una scelta processuale che avrebbe il vantaggio per lo Stato di deflazionare il carico processuale evitando il processo ordinario. Assistiamo così, a condanne risibili di tredici o quattordici anni per l'uccisione dell'ex fidanzata, della moglie, della compagna o comunque di una povera vittima indifesa, questo grazie all’ applicazione dello sconto di pena che porta al rito abbreviato. Sono delusa per l’approvazione della mozione "Mai più fascismi" lanciato dall'Anpi, che nelle sue premesse ritiene "l'antifascismo un valore fondamentale per ogni rappresentante delle istituzioni" e considera "necessario attivare il Comune di Pescara nell'opera di difesa della dignità e della memoria storica". In particolare, il consiglio comunale impegna sindaco e giunta "a non concedere patrocinio, spazi o suolo pubblico a coloro i quali non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando e praticando comportamenti fascisti, razzisti, omofobici, transfobici e sessisti".

"Sono delusa - aggiunge la presidente- perché in futuro iniziative come quella del Bus delle libertà arrivato a Pescara meno di un mese fa per difendere la libertà educativa dei genitori sui temi affettivi e sessuali e contro le teorie gender nelle scuole sarebbero vietate. Un evento di questo tipo per la sinistra sarebbe considerato omofobia e sessismo e di conseguenza automaticamente non autorizzato, come è successo a Torino ad esempio dove la mozione è già stata approvata e di conseguenza il permesso al bus non è stato concesso. La sinistra ha dei seri pregiudizi ad affrontare questi temi, avevo personalmente invitato per un confronto sui questi temi etici la Dott.ssa Allegrino candidata per il PD alle politiche, ma non si è presentata".

"Nutro profonda delusione anche per la mancata approvazione della mozione per eliminare le teorie gender nelle scuole di Pescara la sinistra compatta ha votato contro, il M5S invece era assente. La mozione si poneva l’obiettivo di tutelare la libertà educativa nelle scuole pescaresi impegnando il comune a stipulare un’apposita intesa con l’ufficio Scolastico Provinciale e l’Ufficio Scolastico Regionale finalizzata a vigilare sul rispetto dei principi della Costituzione e della Carta dei diritti dell’uomo. Tali documenti sanciscono il principio che su certi temi affettivi e sessuali l’educazione spetta esclusivamente alla famiglia, rispettando i valori che i genitori vogliono trasmettere ai propri figli, non trascurando e dimenticando che la natura, la scienza e anche una parte non ideologizzata della psicologia e psichiatria sono schierati contro le ideologie gender e promuovono la bellezza delle differenze sessuali tra il maschio e la femmina che sono inscindibili rispetto a quelle della nascita".

La mancata approvazione della mozione in oggetto -conclude- evidenzia e cristallizza la fuorviante idea della sinistra, che le nostre istanze e le nostre richieste di rispetto dei ruoli e soprattutto i nostri valori siano di natura omofobica e sessista. La verità è che il vero atto anticostituzionale è la non possibilità di manifestare e tutelare ciò in cui NOI crediamo e trasmettiamo ai nostri figli".