Liberalib, cosa ci sarà nel nuovo contenitore politico (liberale) che parte dall'Abruzzo


A Pescara Giuseppe Benedetto: "Un futuro aperto all'Europa e ai giovani"



Un contenitore politico che parte dall'Abruzzo e che ha a cuore un solo obiettivo: un futuro aperto all'Europa e ai giovani.

E' stata annunciata a Pescara la nascita del nuovo movimento Liberalib, un organismo di area liberal-democratica laica che presenterà un candidato presidente alle prossime elezioni per il Governo regionale.

A discuterne i fondamenti programmatici con ImpaginatoQuotidiano è stato uno dei fautori, Giuseppe Benedetto, penalista di origini siciliane e Presidente della Fondazione Luigi Einaudi. Classe 1954, l'attività di Benedetto si è  contraddistinta per le  intransigenti posizioni a favore della tutela dei diritti civili e della salvaguardia delle libertà fondamentali del cittadino contro ogni oppressione.

"Da sempre un mondo che è attorno alla Fondazione Einaudi ritiene non disdicevole, tanto per usare un eufemismo, proiettare anche nelle Istituzioni quanto già esiste  a livello di politica culturale - spiega a margine della presentazione del libro di Davide Giacalone - ma per far questo bisogna avere una presenza elettorale e l'idea che il Centro di ricerca, pur mantenendo la sua natura originaria, possa fare da "levatrice", aiutare cioè la nascita di un movimento che in Italia ancora manca.

"Abbiamo scelto l'Abruzzo come trampolino di lancio per il neo soggetto politico- prosegue- perché sono legato personalmente a questa terra, essendo stato consigliere regionale e assessore alla Promozione Culturale per il Partito Liberale Italiano. Ma al di là dai miei trascorsi istituzionali, il progetto che abbiamo in mente ci è stato espressamente richiesto dai giovani, per i quali vogliamo diventare un importante punto di riferimento. Da quando sono presidente della Fondazione, riceviamo quotidianamente centinaia di messaggi, da parte soprattutto di giovani che ci sostengono e che ci suggeriscono iniziative.  In Abruzzo poi il voto dovrebbe essere imminente: essendo il governatore stato eletto al Senato, difficilmente si arriverà ad una scadenza naturale della legislatura. Senza alcuna vena polemica, D'Alfonso deve prendere atto della sua scelta, noi riteniamo cosa buona e giusta dare la parola ai cittadini per dotare quanto prima la Regione di un nuovo parlamento e di un nuovo presidente".

A ormai dieci giorni dalle elezioni del 4 marzo, e in attesa di bypassare la deriva di disgregazione e l'impasse tra vincitori senza numeri, Benedetto ribadisce l'importanza di rimettere al centro il rapporto tra politica e cittadino, costretto troppo spesso a "subire i prescelti del partito".  "Il 4 marzo - sottolinea - è il quattro marzo del 1992, siamo alla fine della cosiddetta Seconda Repubblica e non all'inizio della Terza, come ritiene impropriamente Luigi Di Maio.   L'anno zero scoccherà al prossimo giro, alle prossime elezioni. Tra sei mesi, un anno, cinque anni? Questo io non lo posso sapere, ma sono certo del fatto -conclude - che, rispetto agli attuali, ci saranno soggetti politici diversi. Tabula rasa, proprio come avvenne  all'epoca con il berlusconismo. Ci avviamo perciò verso una pericolosa terra di nessuno, dobbiamo fortemente decidere di esserci, di essere protagonisti dei prossimi appuntamenti elettorali."

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