Dove va e cosa chiede il Popolo della Famiglia (contro gender, aborto e unioni civili)


Il nuovo soggetto politico spiegato dalla candidata abruzzese Francesca Marzoli


di Lucia Rossini
Categoria: ABRUZZO
01/03/2018 alle ore 20:57



E' Francesca Marzoli, candidata alla Camera nel collegio Pescara-Chieti con il programma del Popolo della Famiglia, a spiegare i retroscena del nuovo movimento fondato dal giornalista e scrittore Mario Adinolfi.

"Il Popolo della Famiglia, che  alle politiche del 4 marzo correrà autonomo rispetto alle altre coalizioni, è figlio delle piazze dei Family Day - racconta la Marzoli ad ImpaginatoQuotidiano - e intende investire su quei valori essenziali, fondamento della società: sulla famiglia appunto, ma anche sui giovani e sul lavoro. In una parola sul futuro".

"La nostra proposta  parte dall'insegnamento di San Giovanni Paolo II-  prosegue - ma è aperto anche ai non credenti e in generale a tutte quelle confessioni religiose che condividono con noi le stesse soluzioni programmatiche".

La candidata abruzzese rimarca dunque la parola chiave del soggetto politico - famiglia- illustrandone dettagliatamente radici e progetti concreti:  "Noi proponiamo l'istituzione del reddito di maternità, quindi 1000 euro al mese di indennità per le donne italiane  che decideranno di dedicarsi in esclusiva alla cura dei figli; situazioni di assistenza e di sostegno per le lavoratrici; aumento degli assegni familiari e, più in generale, una riforma fiscale del quoziente familiare, fino ad oggi mai concretizzata da nessun governo. E ancora, il Popolo della Famiglia intende favorire l'incremento dei fondi per i disabili e  la libertà scolastica, perché sono i genitori a dover scegliere in quale scuola educare i propri figli".

"Ma soprattutto - continua - vogliamo frenare il diffondersi dell'ideologia del gender". "No gender nelle scuole" si legge infatti sul simbolo del partito. La formazione si schiera poi contro l'aborto, l'eutanasia, le unioni civili e le leggi sul divorzio breve, che minano alla solidità della famiglia, certo, ma anche all'integrità della vita stessa".

"Non siamo né di destra né di sinistra - precisa  - ad oggi la nostra battaglia è tra il Vero e il Falso, tra il Bene e il Male, tra la cultura della Vita e quella della Morte. Sicuramente se dovessimo superare lo sbarramento del 3% e rientrare  in Parlamento, non potremmo mai creare un'alleanza con il centro sinistra, mai appoggiare un eventuale governo che ha all'interno della sua coalizione una figura come la Bonino".

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