Che cosa ha messo in campo Confcommercio Chieti per le donne di domani


Un percorso per le abruzzesi vittime di violenza economica dando loro la possibilità di usufruire, gratuitamente, di tutti i servizi dell'associazione


di Federica Rogato
Categoria: ABRUZZO
01/02/2018 alle ore 11:56



Non sono solo i lividi, quelli che fanno male. A fare male spesso sono i silenzi e le privazioni tra le mura domestiche, quelli che i panni sporchi si lavano in famiglia, ma in casa solo urla e un senso di vuoto.

Incapaci di reagire, non solo per carattere o per mancanza di aiuto, sempre più donne si ritrovano ingabbiate in una vita che le stringe e costringe a rimanere perché impossibilitate a essere autosufficienti anche – e soprattutto - economicamente.

 

L'INIZIATIVA DI CONFCOMMERCIO CHIETI

Terziario Donna è il braccio operativo della Confcommercio di Chieti che promuove un percorso per le donne del territorio che subiscono violenza economica dando loro la possibilità di usufruire, gratuitamente, di tutti i servizi offerti dall'associazione di categoria per creare un'impresa propria recuperando, così, autostima e guadagnando la possibilità concreta di inserirsi nel mondo del lavoro. Il progetto di Confcommercio Chieti farà da apripista alla campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Confcommercio nazionale, "Non ti amo da morire".

Di questo argomento tanto attuale quanto complesso se ne è parlato a Chieti, nella sede della Confcommercio inel convegno Imprese senza paura, percorsi di legalità: violenza economica.

 

UNA VIOLENZA CON LE CHIAVI DI CASA

Fisiche, psicologiche ed economiche, le violenze, purtroppo, hanno mille sfaccettature, ma spesso non sappiamo riconoscere quelle più subdole: "Della violenza economica contro le donne non si parla mai, eppure siamo di fronte a un problema molto frequente, ma quasi sempre ignorato o non riconosciuto".

Marisa Tiberio, presidente provinciale di Confcommercio Chieti e consigliera nazionale e locale di Terziario Donna Confcommercio, spiega le difficoltà che le stesse donne riscontrano perché "rimane pur sempre un fenomeno difficile da individuare e denunciare anche per le stesse vittime dal momento che spesso si tratta di una violenza che ha le chiavi di casa".

La violenza economica identifica tutta quella serie di atti che tendono a rendere la donna dipendente dall'uomo, innescando pericolosi fenomeni di sudditanza: "Alle vittime di violenza, di solito, viene offerta un'assistenza psicologica per reintegrarsi nella società, - sottolinea - ma non è sufficiente per attivare nelle donne quel circolo virtuoso fatto di autostima e di voglia di rimettersi in gioco, indispensabile per uscire dalla condizione di vittime.

 

IL TRAGUARDO: REINSERIRSI NELLA SOCIETA'

Nello specifico Confcommercio Chieti selezionerà, a partire da quest'anno, donne oggetto di violenza per indirizzarle nel mondo dell'imprenditoria perché "essere imprenditrici significa prendere l'iniziativa, cambiare prospettiva rispetto alle cose".

Le donne saranno segnalate dalle forze dell'ordine, dai centri antiviolenza, dai Comuni, dai patronati e dalle consigliere di parità, e Confcommercio darà loro la possibilità di frequentare gratuitamente i corsi di formazione necessari e qualificanti, metterà a disposizione servizi di consulenza tecnica e fiscale, di marketing e di comunicazione oltre a un'esperta di coaching motivazionale.

“Anche qualora le donne capissero che mettersi in proprio non fa per loro, grazie alle competenze acquisite avranno tutti gli strumenti utili a trovare un lavoro dipendente e a reinserirsi così nella società. Questo per noi rappresenta il vero traguardo da raggiungere".

 

 

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