Chi sono le new entry di Fratelli d'Italia che si candidano all'Aquila (al posto di Biondi)


Sarà solo il primo tempo in vista delle regionali abruzzesi, ma con l'incognita dei nomi romani calati sul territorio (che fanno infuriare la base)



Sempre più agitato il clima pre-elettorale in Abruzzo, per l’individuazione dei candidati alle prossime Politiche 2018. Continua l’attesa per sapere come saranno ripartiti i collegi, in base ai quali i partiti definiranno le listeper il proporzionale e i candidati ai collegi uninominali o maggioritari. 

Il Rosatellum-bis è infatti un sistema elettorale misto: in parte proporzionale e in parte maggioritario. Per accedere, le singole liste devono superare il 3%. Le coalizioni di lista, invece, dovranno raggiungere il 10%.

Fatta eccezione per il M5s, che ostenta sicurezza promettendo “nomi che faranno tremare i polsi”, sia il centrosinistra che il centrodestra sono ancora alle prese con il rebus delle liste.

 

REBUS FDI

Un rebus che sta diventando un vero e proprio rompicapo dalle parti di Fratelli d’Italia. Il segretario Giorgia Meloni, nei giorni scorsi, ha riunito la direzione nazionale per tracciare con precisione le caratteristiche dei candidati: nella composizione delle liste si punterà alle “personalità politiche apicali che hanno sempre lavorato per la crescita del partito”.

“L’obiettivo del progetto presentato a Trieste dalla Meloni – dice il coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi - è quello di lanciare una coalizione di patrioti o di persone che, pur venendo da esperienze politiche diverse da FdI,  ritengano importante e necessario lavorare e mettersi al nostro fianco, per cercare di creare un movimento dei patrioti che possa difendere prima di tutto gli interessi degli italiani. Tutte le adesioni – prosegue - devono rispettare questa linea politica”.

 

NO BIONDI, NO PARTY (PER ORA)

E tra i nomi finiti sui tavoli romani c’è proprio quello di Etelwardo Sigismondi, insieme a quelli del coordinatore regionale  Giandonato Morra e del coordinatore provinciale di Chieti Antonio Tavani. Ai loro nominativi si aggiungeranno quelli degli altri leader del territorio.  

Non sarà della partita, tuttavia, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, a cui il partito non chiederà di lasciare la guida della città a pochissimo dal suo insediamento. Occorre presidiare una città strategica nei piani di FdI ed evitare di compiere scelte politiche che i cittadini - probabilmente non a torto - farebbero fatica a comprendere

Hanno firmato l'accettazione della candidatura al Parlamento per il partito di Giorgia Meloni, invece, l'ex consigliere regionale di Forza Italia Luca Ricciuti, gli assessori comunali dell'Aquila Carla Mannetti e Alessandro Piccinini, il vice presidente del Consiglio comunale aquilano Ersilia Lancia e il coordinatore comunale di Fratelli d'Italia Michele Malafoglia.  I cinque potrebbero essere presenti nella quota proporzionale per il collegio della Camera, che comprende le province di L'Aquila e Teramo.

 

PERCHE' LE LISTE COSI'

“In questi ultimi giorni abbiamo raccolto le disponibilità dei vari amministratori locali e dirigenti del partito  –racconta Sigismondi-. Tutte queste saranno sottoposte al vaglio della direzione nazionale che valuterà come comporre le liste per il proporzionale. Liste che in Abruzzo sono tre: due per la Camera e una per il Senato -spiega il coordinatore regionale-. In queste ultime ore si sta delineando il quadro anche per i collegi uninominali, che in Abruzzo sono 5 per la Camera e due per il Senato. A FdI con molta probabilità – conclude- spetterà un solo collegio uninominale e il nominativo che verrà inserito sarà quello più legato al territorio nel quale cadrà il collegio uninominale”.

 

MELONI IN ABRUZZO?

E se il partito di Pietro Grasso in Abruzzo ha i suoi problemi, perché la base è in rivolta per l'imposizione dall'alto di Celeste Costantino e Danilo Leva, entrambi estranei al territorio, quanti mal di pancia potrebbero diffondersi tra i meloniani abruzzesi se davvero venisse candidata, anche per il collegio proporzionale, proprio la leader di FdI?

Catapultare da Roma il nome della Meloni nei collegi plurinominali della Camera costringerebbe infatti il territorio a fare un passo indietro e frustrerebbe le ambizioni di diverse prime linee del partito.

 

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