E monsignore scivola sul selfie· Stylettate/Greta Sgarbo




Sciolto e sorridente come verrebbe da pensare nemmeno da bambino, con tanto di mano confidenzialmente sulla spalla del “Magnifico” alla sua sinistra. A dir poco rivoluzionaria la fotografia che Monsignor Bruno Forte ha concesso ai suoi corsisti. Sì, corsisti perché l’occasione dello scatto da #stropicciarsigliocchincreduli è stata una sorta di lezione che l’aspirante Papa ha tenuto ad amministratori della provincia di Chieti ivi incluso il rettore della “d’Annunzio” Sergio Caputi.

Ad onor del vero va detto (più che altro si vede!!) che ci sono altre mani su altre spalle, ma che sia Fortea sollevare non un dito, ma addirittura l’intero braccio, beh rispetto alla sua postura notoriamente rigida, di certo è uno slancio che la merita eccome una stylettata.

Chiudendola ancor prima di aprirla una parentesi su quanto ci ha insegnato nei secoli il codice comportamentale ecclesiastico, secondo il quale dalla mitra in poi ci si freezza quasi bandendo sorrisi, movimenti umani etc etc, va detto che l’arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto persino nelle sue più eloquenti espressioni di giubilo ha sempre moderato sorrisi e, nemmeno a dirlo, abbracci. Quindi? Cosa può aver scatenato l’altro prelato?

La vicinanza del neo rettore Caputi? Beh considerando che sullo stesso pezzetto di spalla ermellinata ha trovato posto anche la manona  del sempre sorridente Enrico Di Giuseppantonio viene da pensare che sia proprio del rettore il merito di aver sciolto etichette e formalismi. Come dire…spalle larghe per il dopo Di Ilio. Una posa estremamente confidenziale quella del mancato arcivescovo di Milano: chissà che non si conoscessero già bene.

E fu così che venne fuori che il “vero” scatto (eternamente censuratissimo alla stampa e a chiunque!) era stato un selfie col cellulare di monsignore.

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