La città dell'Aquila dopo la Perdonanza



di Leonardo De Santis
Categoria: ABRUZZO
11/09/2026 alle ore 13:49



La città dell'Aquila torna alla normalità, alla routine quotidiana, dopo essersi accesa, come ogni anno sul piano culturale e ricreativo, nell'effervescente mese di agosto, che ha visto svolgersi, con grande partecipazione di pubblico e turisti, tanti eventi culturali e religiosi, come "I Cantieri dell'Immaginario", "La Perdonanza Celestiniana" e "La rassegna nazionale di Jazz" La città è stata viva ed entusiasta delle diverse iniziative, tutte molto partecipate, soprattutto nel centro storico, trasformandosi in un meraviglioso palcoscenico a cielo aperto che ha unito la riscoperta delle tradizioni storiche ad un'offerta culturale capace di attrarre visitatori di ogni età.

Il cuore pulsante di questo mese speciale è stata senza dubbio la già citata Perdonanza Celestiniana, l'evento storico e religioso più importante della città e riconosciuto dal 2019 come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco, a tal punto da essere stata esaltata e valorizzata nel giorno della sua apertura - del 23 agosto - dalla diretta live della televisione nazionale.

Nonostante si sia anche registrata, come ogni anno, qualche criticità, riguardante i costi organizzativi ritenuti eccessivi e la difficoltà per il pubblico di acquistare i biglietti per determinati eventi e concerti a pagamento, è stato emozionante per tutta la città rivivere i fasti del suo passato medievale attraverso la sfilata di centinaia di figuranti in abiti d'epoca per le vie del centro storico, portando i simboli della Perdonanza, accompagnando la Bolla papale fino alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove, con il rito solenne dell'Apertura della Porta Santa, si dà ufficialmente inizio al Perdono, permettendo a chi vi partecipa, secondo le condizioni canoniche, di ottenere l'indulgenza plenaria.

Ma ora per la città è tempo di tornare alla vita normale, nonostante si sentiranno per tutto l'anno gli effetti positivi delle iniziative culturali previste da L'Aquila, Capitale italiana della cultura.

L'auspicio è che nel breve futuro i giovani della città, ancora poco coinvolti attivamente, possano da protagonisti dare un contributo fattivo nel promuovere ogni tipo di iniziativa culturale e sociale per rendere più vivibile e più accogliente, 365 giorni l'anno, la città nella quale con coraggio hanno deciso di vivere. Inoltre, sarebbe auspicabile che il centro storico torni ad essere più 'vissuto' tutto l'anno e che possa tornare ad ospitare, oltre ai bar e ristoranti, anche strutture culturali, come la biblioteca regionale e spazi di aggregazione sociale stabili.

In sostanza, una città da poter vivere, in particolare dai giovani residenti e dagli studenti universitari, nel modo migliore e più gradevole.

Superati dunque i giorni dei tanti eventi, delle piazze affollate e dei riflettori accesi sui grandi concerti, la città torna a fare i conti con la sua dimensione più autentica e, per certi versi, complessa.

La vera prova per L'Aquila non è tanto brillare durante i grandi eventi di agosto, quanto riuscire a trasferire quell'energia, quel senso di comunità e quella partecipazione attiva anche nei mesi ordinari, trasformando la bellezza della pietra ricostruita in un tessuto sociale vivo e interconnesso dodici mesi all'anno.

L. De Santis