Sanità, il Pd attacca la Regione: «Abruzzo fanalino di coda per le prime visite specialistiche»



di Redazione
Categoria: ABRUZZO
07/09/2026 alle ore 07:46



È sulle liste d’attesa e sulla capacità del sistema sanitario di trasformare le prescrizioni in prestazioni che il Partito democratico torna ad attaccare la Regione Abruzzo. Al centro della denuncia ci sono i dati relativi alle prime visite specialistiche, che vedrebbero l’Abruzzo all’ultimo posto in Italia per la quota di prescrizioni che si traducono effettivamente in una prestazione: appena il 33,7 per cento.

A sollevare la questione sono il segretario regionale del Pd Daniele Marinelli e il capogruppo dem in Consiglio regionale Silvio Paolucci, secondo i quali il dato restituisce l’immagine di una sanità ancora alle prese con gravi difficoltà nell’accesso alle cure.

«Solo una ricetta su tre diventa una visita», sottolineano i due esponenti dem, evidenziando come il dato abruzzese sia particolarmente distante da quello delle realtà più virtuose. La Provincia autonoma di Bolzano, ad esempio, raggiunge il 67,7 per cento, quasi il doppio rispetto all’Abruzzo.

Per Marinelli e Paolucci, dietro la percentuale ci sono soprattutto le difficoltà concrete incontrate dai cittadini: tempi di attesa troppo lunghi, carenza di personale e la necessità, per chi ne ha la possibilità economica, di rivolgersi alla sanità privata.

«Questi numeri, sostengono, raccontano di un sistema che non riesce a dare una risposta adeguata alla domanda di salute». Il rischio, secondo il Pd, è che chi non riesce a ottenere una prestazione attraverso il servizio sanitario finisca per rinunciare alla visita e, di conseguenza, anche alle cure.

Da qui la critica alla narrazione della Regione sulla sanità abruzzese. «Da anni Marsilio ci racconta della sanità abruzzese come di un modello nazionale», affermano Marinelli e Paolucci, sostenendo invece che la realtà quotidiana dei cittadini sarebbe segnata da liste d’attesa e servizi insufficienti.

Il Pd pone inoltre l’accento sulle disuguaglianze economiche legate all’accesso alle prestazioni sanitarie. Chi può permetterselo, osservano i due esponenti dem, può ricorrere al privato per aggirare le attese; per chi ha meno risorse, invece, la mancata risposta del sistema pubblico può tradursi nella rinuncia alla prestazione.

Per questo il partito chiede anche una revisione dei criteri di esenzione dal ticket, affinché tengano maggiormente conto delle condizioni economiche effettive delle famiglie.

«La sanità pubblica deve garantire le cure a tutti, non soltanto a chi può permettersi di pagare quando il sistema pubblico non risponde», concludono Marinelli e Paolucci, chiedendo alla Regione di intervenire sul problema delle liste d’attesa e sull’accessibilità delle prestazioni.