Si apre uno spiraglio concreto per i tre bambini della cosiddetta «famiglia nel bosco». Il provvedimento del Tribunale per i minorenni, che prevede un percorso graduale di ricongiungimento con i genitori, viene accolto con favore dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis.
«È un risultato importante che nasce dal lavoro di collaborazione tra istituzioni, tribunale, servizi sociali e genitori», sottolinea De Febis, secondo cui il percorso intrapreso dimostra che, quando le diverse componenti coinvolte riescono a lavorare insieme mettendo al centro i minori, possono aprirsi «strade concrete per il loro benessere».
Per la Garante, dunque, la decisione rappresenta soprattutto una nuova prospettiva per i bambini: «Oggi si apre una prospettiva concreta di ritorno alla famiglia». Un passaggio che, precisa, non deve essere letto come la vittoria di una parte sull'altra. «È la vittoria dei diritti dei ragazzi, non di una parte contro l'altra», afferma.
De Febis richiama quindi l'attenzione su due principi che devono guidare questa fase delicata. Il primo riguarda la responsabilità genitoriale, che «oggi non è più un potere da esercitare sui figli, ma un insieme di doveri e funzioni da esercitare per i figli». Ogni scelta degli adulti, aggiunge, deve avere come unico obiettivo la crescita e la protezione dei minori.
Al centro deve esserci quindi «l'interesse superiore del minore», insieme al rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni e delle sue aspirazioni. Proprio per questo, secondo la Garante, è fondamentale che il percorso prosegua «con lo stesso spirito di collaborazione» che ha permesso di arrivare all'attuale situazione.
Un altro tema centrale è quello della riservatezza. I bambini, sottolinea De Febis, hanno bisogno di «tranquillità e tutela della loro privacy». Da qui l'appello a ridurre l'attenzione mediatica sulla vicenda e a consentire alla famiglia di affrontare questo momento lontano da pressioni esterne.
«Il mio auspicio è che si spengano i riflettori, lasciando a questa famiglia il tempo necessario di ricomporsi in serenità, senza pressioni e con più equilibrio», conclude la Garante, assicurando che continuerà a vigilare, nell'ambito delle proprie competenze, affinché «venga sempre garantito il benessere dei minori».