Resta ancora lontano il ritorno a casa per i tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia neorurale di Palmoli conosciuta come la “famiglia nel bosco”. I bambini, di 9 e 7 anni, continueranno a vivere nella struttura protetta di Vasto, dove si trovano ormai da nove mesi.
La decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila prevede infatti un ulteriore periodo di osservazione. I giudici e gli operatori incaricati di seguire il caso vogliono valutare soprattutto il percorso di inserimento scolastico e sociale dei tre fratelli, prima di prendere una decisione sul loro eventuale rientro in famiglia.
I bambini, allontanati dal casolare di Palmoli con un’ordinanza del 20 novembre scorso, inizieranno il nuovo anno scolastico il 16 settembre alla scuola di Vasto, situata nei pressi della casa famiglia Genova Rulli che li ospita. Frequenteranno la quarta e la seconda elementare, dopo aver superato con esito positivo le prove di idoneità sostenute lo scorso giugno.
Proprio la scuola rappresenterà ora un passaggio importante per verificare le loro capacità di relazione e di inserimento nel gruppo dei coetanei. Fino all’allontanamento, infatti, i bambini non avevano mai frequentato una scuola tradizionale.
Nelle prossime ore è atteso il dispositivo completo del Tribunale dell’Aquila, che dovrebbe chiarire ulteriormente i contenuti della decisione. Intanto, l’avvocato della famiglia, l’ex parlamentare della Lega Simone Pillon, ha annunciato una conferenza stampa all’Aquila per illustrare le ragioni della coppia e commentare il provvedimento.
Per Catherine e Nathan, dunque, la vicenda resta ancora aperta. La coppia aveva nel frattempo individuato una nuova abitazione, dotata dei servizi e dei comfort che mancavano nel precedente casolare di Palmoli, ma questo non è stato sufficiente a ottenere, almeno per ora, il rientro dei figli.
La madre ha sempre difeso la scelta di vita condotta nel bosco, descrivendola anche nel suo ultimo libro come un modello di esistenza più libero e sostenibile, lontano dal consumismo e dall’utilizzo intensivo di prodotti e materiali. Ora sarà soprattutto il percorso scolastico e di socializzazione dei bambini a incidere sulle prossime valutazioni dei giudici.