Garante per le donne vittime di violenza, i centri antiviolenza contrari al progetto di legge



di Redazione
Categoria: ABRUZZO
31/07/2026 alle ore 07:56



I centri antiviolenza del Coordinamento Antigone Abruzzo chiedono il ritiro del progetto di legge n. 140/2026 che propone l'istituzione del Garante regionale per i diritti delle donne vittime di violenza. La richiesta arriva alla vigilia della seduta della V Commissione del Consiglio regionale, chiamata a esaminare il provvedimento.

A sostegno della propria posizione, il Coordinamento ricorda che la Commissione regionale per le Pari Opportunità ha già espresso un parere non favorevole al testo, approvato a larga maggioranza (9 voti su 12), al termine dell'istruttoria e delle audizioni svolte nelle scorse settimane. Perplessità erano state espresse anche dal Difensore civico e da diversi operatori del settore.

Secondo i centri antiviolenza, il progetto di legge presenta possibili profili di criticità, sia sotto il profilo delle competenze, con il rischio di sovrapporsi a funzioni già attribuite ad altri organismi regionali, sia sotto quello dell'efficienza amministrativa.

Il Coordinamento contesta inoltre la scelta di destinare risorse alla creazione di una nuova figura istituzionale mentre centri antiviolenza e case rifugio continuano a operare con fondi insufficienti. Una decisione che, secondo Antigone, non sarebbe in linea con i principi della Convenzione di Istanbul, orientata invece al rafforzamento della rete territoriale dei servizi specializzati.

A supporto della propria posizione vengono richiamati gli esempi di Lombardia e Friuli Venezia Giulia: la prima ha accorpato le funzioni del garante per le vittime di reato a un organismo già esistente, mentre la seconda ha scelto di investire direttamente nel potenziamento della rete dei servizi.

Per il Coordinamento, il percorso da riprendere è quello della revisione della legge regionale 31/2006, avviato nel 2025 e poi interrotto, ritenuto lo strumento più idoneo per rafforzare in modo organico il sistema di contrasto alla violenza di genere.

"La lotta alla violenza contro le donne – conclude Antigone – si misura dalla capacità di garantire servizi efficaci, accessibili e adeguatamente finanziati, non dalla moltiplicazione degli organismi istituzionali."

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