La vigilia del meeting nazionale sulle aree interne, in programma domani a San Donato Val di Comino, si apre con una dura polemica istituzionale legata alle ultime disposizioni del Governo. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto firmato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ridefinisce la classificazione dei Comuni montani, ha infatti riacceso lo scontro tra l'esecutivo e gli amministratori locali.
Per l'Abruzzo l'impatto è significativo: 200 Comuni mantengono lo status di montani, mentre 27 centri finora classificati come parzialmente montani vengono esclusi dall'elenco. Una scelta contestata da oltre un anno da sindaci e associazioni degli enti locali, che ora diventa pienamente operativa e rischia di compromettere l'accesso a finanziamenti destinati al contrasto del declino economico e sociale.
Il presidente di Ali Abruzzo, Angelo Radica, ha definito la decisione della premier Meloni «miope» e irrispettosa delle richieste avanzate da centinaia di Comuni, ricordando come anche l'Anci avesse chiesto la sospensione del provvedimento in Conferenza Unificata. Secondo Radica, togliere risorse senza prevedere misure alternative rappresenta un duro colpo per territori già fragili, con ricadute anche sul dimensionamento scolastico.
A livello nazionale, la riforma riduce i Comuni montani da 4.062 a 3.715, incidendo direttamente sulla ripartizione del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. In gioco ci sono 40 milioni di euro per la sanità di prossimità, 16 milioni per la residenzialità e le giovani coppie, 18,5 milioni per lo smart working, 4 milioni per l'agricoltura e 20 milioni destinati alle start-up, oltre a risorse per scuole, nidi di comunità, poli universitari e banda larga.
Anche il direttore di Ali Abruzzo, Alessandro Paglia, ha criticato la scelta del Governo di procedere nonostante il parere contrario degli enti locali, il pressing dell'Anci e il ricorso ancora pendente davanti al Tar del Lazio, presentato da amministrazioni di diverso orientamento politico. La mobilitazione, assicurano da Ali Abruzzo, proseguirà con l'obiettivo di ottenere una revisione dei criteri, affinché lo status di montanità tenga conto non solo di parametri geografici e altimetrici, ma anche delle reali condizioni economiche, sociali e demografiche dei territori.