Concorsi comunali sotto inchiesta: salgono a sette gli indagati nel caso "Parentopoli"



di Redazione
Categoria: ABRUZZO
18/06/2026 alle ore 07:06



Si amplia l’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Gennaro Varone sui concorsi banditi dal Comune lo scorso anno. Gli indagati passano da quattro a sette, nell’ambito di un fascicolo che punta a fare luce sulle procedure di selezione e su presunti favoritismi nelle assunzioni.

Tra i primi nomi finiti sotto la lente della Procura figuravano il direttore generale del Comune, Fabio Zuccarini, presidente di una delle commissioni esaminatrici, e il responsabile del personale Paolo Santucci, che guidava l’altra commissione coinvolta. Insieme a loro risultano indagati anche due candidati, Quirino Santilli e Alessandra Faieta, che secondo l’ipotesi accusatoria avrebbero tratto beneficio dalle presunte irregolarità.

L’indagine, soprannominata “Parentopoli”, nasce dal sospetto che alcuni concorrenti legati da rapporti di parentela o vicinanza professionale a esponenti politici e amministrativi possano essere stati favoriti durante le selezioni. Santilli è figlio dell’attuale vicesindaco di Pescara, mentre Faieta collabora con l’assessore alle Politiche sociali. Per entrambi l’accusa ipotizzata è quella di falso, in qualità di presunti istigatori e beneficiari della condotta contestata.

Nelle ultime ore il registro degli indagati si è ulteriormente allargato includendo altri tre dirigenti comunali che facevano parte delle commissioni esaminatrici: Enrica Di Paolo, dirigente dei servizi per le politiche culturali; Andrea Ruggieri, dirigente del settore finanziario; e Cristiana Lombardi, dirigente della programmazione e del controllo.

La commissione incaricata della selezione per il profilo di “Specialista in attività culturali” era composta da Paolo Santucci, Enrica Di Paolo e Andrea Ruggieri. Quella relativa al posto di “Specialista in attività amministrative e contabili” vedeva invece la partecipazione di Fabio Zuccarini, Cristiana Lombardi e dello stesso Andrea Ruggieri.

Al momento, per tutti gli indagati, il reato contestato dalla Procura resta quello di falso. Le indagini sono tuttora in corso e dovranno chiarire eventuali responsabilità nelle procedure concorsuali finite al centro dell’attenzione degli inquirenti.