Nel pomeriggio di ieri si è riunita, in seduta congiunta e straordinaria, la Commissione consiliare “Territorio, Ambiente e Infrastrutture” insieme alla Commissione “Bilancio, Affari Generali e Istituzionali” del Consiglio regionale d’Abruzzo, per un ultimo confronto sulla riforma della gestione del Servizio Idrico Integrato regionale.
I lavori, coordinati dai presidenti Emiliano Di Matteo e Vincenzo D’Incecco, si sono conclusi con l’espressione di un parere favorevole a maggioranza dei presenti sul progetto di legge n.72 del 2025. La proposta normativa è stata depositata dal presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, insieme alla vicepresidente Marianna Scoccia, dopo mesi di confronto politico e tecnico sulla riorganizzazione del sistema idrico regionale.
Nel corso della seduta sono stati ascoltati anche il presidente di ALI Abruzzo, Angelo Radica, e il presidente dell’ERSI, Luigi Di Loreto, che hanno portato il proprio contributo al dibattito.
Proprio l’ERSI, Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato, avrà il compito di proporre alla Giunta regionale una nuova organizzazione del servizio. L’ipotesi al centro della riforma prevede la suddivisione dell’attuale ambito unico regionale in due sub ambiti provinciali, superando così l’attuale sistema che affida la gestione del servizio idrico a sei diversi gestori. La riforma, imposta dalla normativa nazionale, punta a una riduzione dei costi e a un miglioramento dell’efficienza del servizio.
Conclusa la seduta congiunta, i lavori sono proseguiti nella Prima Commissione, guidata dal vicepresidente Pierpaolo Pietrucci. La commissione ha espresso parere favorevole all’unanimità sul progetto di legge, presentato dallo stesso Pietrucci, per l’istituzione del “Premio Buccio di Ranallo” nella città dell’L'Aquila.
Via libera unanime anche alla proposta di legge della consigliera Maria Assunta Rossi relativa all’istituzione del premio internazionale “Celestino Award”.
Infine, è stata discussa la proposta di legge 123/2026 dedicata alla valorizzazione dei luoghi della lotta partigiana e della guerra di Liberazione attraverso l’istituzione dei “Parchi della Memoria storica della Resistenza”. Anche in questo caso il parere espresso è stato favorevole all’unanimità dei presenti.