Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato alla Camera l’intenzione di avviare una procedura straordinaria per accelerare la ricostruzione del ponte sul fiume Trigno, crollato lo scorso 2 aprile. L’intervento, che riguarda un’infrastruttura strategica della statale 16 Adriatica tra Abruzzo e Molise, potrebbe essere gestito tramite commissariamento, con l’obiettivo di ridurre al minimo i tempi burocratici.
Nel corso del Question time tenutosi giovedì scorso, Salvini ha confermato un primo stanziamento di circa 20 milioni di euro destinati alla ricostruzione. Il ministro ha spiegato che si sta lavorando a un emendamento al decreto legge Commissari, attualmente in esame al Senato, proprio per rendere possibile il commissariamento dell’opera e garantire risorse adeguate.
Secondo quanto dichiarato, i collegamenti sono stati ripristinati rapidamente dopo il crollo, mentre ANAS è già impegnata nella progettazione e nella futura realizzazione del nuovo ponte. L’obiettivo è ambizioso: completare i lavori entro il 2026, con una possibile conclusione in circa 250 giorni dall’avvio del cantiere.
Parallelamente, resta aperta un’indagine della Procura di Larino per chiarire le cause del crollo. Il ministro ha assicurato che verranno forniti aggiornamenti al termine delle verifiche giudiziarie.
Nel frattempo, l’attenzione del dicastero si estende anche ad altre infrastrutture critiche della zona, come il ponte sul fiume Sente, chiuso dal 2018 e collegamento tra Castiglione Messer Marino e Belmonte del Sannio. Anche per questo viadotto sono previste novità a breve: entro il 28 aprile ANAS presenterà una relazione tecnica per avviare i primi interventi di manutenzione, che potrebbero consentire una riapertura parziale in circa due mesi, con traffico leggero e senso unico alternato.
Per il 29 aprile è stata convocata una riunione in videoconferenza dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale, guidato da Fabio Ciciliano. L’incontro servirà a organizzare un sopralluogo congiunto e valutare le condizioni tecniche per una possibile riapertura, anche parziale, delle infrastrutture interessate.