Un quadro di profonda incertezza e comunicazioni discordanti è quanto emerso dall’audizione in Commissione Bilancio dell’assessore Tiziana Magnacca, scatenando la dura reazione dei consiglieri regionali del Partito Democratico, Antonio Blasioli, Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci. Al centro della polemica c'è la redazione del Piano regionale della rete distributiva commerciale, uno strumento di pianificazione atteso ormai da otto anni e fondamentale per regolare l’espansione della grande distribuzione sul territorio abruzzese. Il cuore del problema risiede in una clamorosa divergenza di versioni tra la parte politica e quella tecnica: mentre l’assessore ha dichiarato che il lavoro sarebbe in dirittura d’arrivo, gli uffici regionali hanno espresso forti dubbi sulla possibilità di completare l’iter entro il 31 dicembre 2026.
Questa data rappresenta un termine invalicabile fissato dal Ministero per la scadenza della moratoria che attualmente blocca la nascita di nuovi grandi centri commerciali. Se la Regione non dovesse approvare il Piano entro la fine del 2026, dal primo gennaio 2027 il divieto scomparirebbe, lasciando il territorio privo di tutele e aprendo la strada a una proliferazione selvaggia di grandi strutture di vendita. Gli esponenti del PD sottolineano come questo documento sia previsto dal Testo Unico sul commercio e dovrebbe essere aggiornato ogni cinque anni, mentre la Regione Abruzzo non ne vede ancora neanche la prima stesura, nonostante le possibilità offerte dalla recente legge 214 del 2023 per introdurre limiti localizzativi più stringenti a tutela dei piccoli negozi e della sostenibilità ambientale.
L’opposizione contesta inoltre la gestione dei lavori, definendo la procedura priva di un vero "battito cardiaco" a causa del mancato coinvolgimento delle parti sociali, consultate l'ultima volta quasi un anno fa, e dell'utilizzo di dati ormai obsoleti. Particolare sconcerto ha destato la giustificazione dell'assessore in merito alla mancanza di documenti ufficiali nei carteggi del Consiglio, che sarebbe dovuta alla presenza di semplici bozze custodite su caselle di posta elettronica private. Per i consiglieri Blasioli, Paolucci e Pietrucci, la distanza tra la narrazione della maggioranza e la realtà emersa dagli uffici è ormai evidente, denunciando un’inerzia amministrativa che rischia di penalizzare pesantemente il comparto commerciale abruzzese, già messo a dura prova dalla concorrenza delle vendite online e da una saturazione del mercato che attende risposte concrete e non più rinviabili.