Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si conclude con la vittoria del No, che prevale a livello nazionale con circa il 53,5% dei voti, contro il 46,5% del Sì. Un risultato che segna la bocciatura della proposta di riforma e che si riflette in gran parte del Paese.
La consultazione ha registrato anche una partecipazione significativa: l’affluenza complessiva si è attestata intorno al 58,9% degli aventi diritto, un dato superiore alle previsioni dei sondaggi della vigilia.
Anche in Abruzzo prevale il No, seppur con un margine più contenuto rispetto al dato nazionale. Secondo i risultati ufficiali dello scrutinio, il 51,77% degli elettori ha votato contro la riforma, mentre il 48,23% si è espresso a favore.
L’affluenza nella regione è stata del 60,5%, leggermente superiore alla media nazionale.
Analizzando il voto sul territorio emerge un quadro articolato: il Sì prevale soltanto nella provincia dell’Aquila, dove supera il 52%; nelle altre province abruzzesi il No ottiene la maggioranza dei consensi e nei principali capoluoghi il risultato è sostanzialmente in linea con la media regionale.
A livello nazionale il No si è imposto nella maggior parte delle regioni italiane, mentre il Sì ha prevalso solo in alcune aree del Nord, tra cui Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Il risultato del referendum rappresenta quindi un segnale politico rilevante: gli elettori hanno scelto di non confermare la riforma costituzionale, mantenendo l’attuale assetto del sistema giudiziario.