Referendum giustizia, vince il No: più dubbi che politica



di Elisa Leuzzo
Categoria: Editoriale
23/03/2026 alle ore 18:21



Il risultato del referendum sulla giustizia merita una riflessione che vada oltre le letture immediate e, soprattutto, oltre le semplificazioni politiche che già si stanno affacciando nel dibattito pubblico.

 

Ancora una volta si assiste al tentativo di “mettere una bandierina” su un esito che, in realtà, racconta qualcosa di più complesso. Parlare di vittoria della sinistra o sconfitta della destra rischia di essere fuorviante. Questo referendum, pur nato su temi tecnici e delicati, è stato progressivamente trascinato su un terreno politico, quasi trasformato in un test di consenso. Ed è proprio questa politicizzazione che ne ha probabilmente alterato la percezione tra i cittadini.

 

Il “no” che è emerso non sembra essere tanto un’adesione a una linea politica precisa, quanto piuttosto l’espressione di un dubbio diffuso. Molti elettori, anche appartenenti a sensibilità politiche diverse – inclusa quella di centrodestra – non si sono detti contrari al cambiamento in sé, ma non sono stati convinti da come quel cambiamento veniva proposto.

 

È un segnale importante: i cittadini non sono necessariamente conservatori, ma sono prudenti. Quando si toccano temi fondamentali come la giustizia, e ancor più quando si interviene su equilibri delicati, serve chiarezza, completezza e soprattutto fiducia. Se questi elementi vengono meno, prevale la cautela.

 

In fondo, il principio è semplice e profondamente umano: si sa quel che si lascia, ma non si sa quel che si trova. E quando la strada nuova appare incerta o incompleta, molti preferiscono non imboccarla.

 

Questo non significa che il sistema attuale sia perfetto o che non abbia bisogno di riforme. Al contrario, è diffusa la consapevolezza che qualcosa debba essere cambiato. Ma il cambiamento, per essere accettato, deve essere percepito come solido, coerente e realmente migliorativo.

 

Il voto, quindi, non chiude il tema della riforma della giustizia: semmai lo rilancia. Con una richiesta implicita ma chiara: meno slogan, meno contrapposizione politica e più serietà nel costruire proposte che sappiano convincere, prima ancora che vincere.