A Pescara un confronto pubblico sul referendum sulla giustizia: in campo le ragioni del SI e del NO



di Redazione
Categoria: ABRUZZO
24/02/2026 alle ore 21:54



PESCARA — Un confronto pubblico per accompagnare gli elettori verso un voto informato su uno dei passaggi istituzionali più rilevanti degli ultimi mesi. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dalla FAP ACLI Abruzzo, che venerdì 27 febbraio 2026, alle ore 16, nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara, organizza il convegno Referendum sulla Giustizia: le ragioni del Sì e le ragioni del No.

Al centro dell’incontro ci sarà l’analisi della legge costituzionale n. 253 del 30 ottobre 2025, in vista della consultazione referendaria del 22 e 23 marzo. L’intento dichiarato dagli organizzatori è quello di offrire ai cittadini strumenti di comprensione e valutazione su una riforma destinata a incidere in modo significativo sull’assetto della magistratura e, più in generale, sugli equilibri dello Stato di diritto.

Ad aprire i lavori sarà Franco Ranghelli, segretario regionale FAP ACLI Abruzzo. Sono previsti i saluti istituzionali di Mimmo D’Alessio (ACLI nazionali) e di Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale. La moderazione sarà affidata alla giornalista Alessandra Renzetti, chiamata a guidare un confronto che si annuncia articolato e di rilievo, anche per il profilo dei relatori coinvolti.

Per il fronte favorevole alla riforma interverranno l’on. Guerino Testa (FDI) e l’avv. Massimo Galasso (Camera Penale). A rappresentare le ragioni del “No” saranno invece Daniele Marinelli, segretario del PD Abruzzo, e il dott. Angelo Mariano Bozza, già presidente del Tribunale di Pescara. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con le ACLI provinciali di Pescara.

Il dibattito entrerà nel merito dei nodi principali della cosiddetta riforma Nordio. Tra questi, il tema della separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, con la previsione di percorsi distinti già dall’accesso, attraverso concorsi e formazione differenziati, e la fine del passaggio tra le due funzioni.

Altro capitolo centrale sarà quello relativo allo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, con l’ipotesi di due distinti organi di autogoverno, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Secondo i sostenitori della riforma, questa scelta rafforzerebbe la piena terzietà del giudice, in linea con il principio sancito dall’articolo 111 della Costituzione, riducendo ogni possibile contiguità tra chi esercita l’accusa e chi è chiamato a giudicare.

Sul tavolo anche l’ipotesi di una Alta Corte Disciplinare, organo esterno ai due CSM cui verrebbe affidata la competenza sugli illeciti disciplinari dei magistrati, e l’introduzione del sorteggio per la selezione della componente togata negli organi di autogoverno, misura che i promotori indicano come strumento di contrasto al correntismo.

Non mancherà, tuttavia, lo spazio per le obiezioni di chi si oppone alla riforma. Tra i principali rilievi figurano i timori per una possibile compressione dell’indipendenza del pubblico ministero e il rischio che una separazione rigida tra le funzioni possa produrre un isolamento culturale tra magistratura requirente e giudicante, con possibili riflessi sulla tutela dei diritti dei cittadini.
In un quadro in cui il tema della giustizia continua a occupare il centro del confronto politico e giuridico, l’appuntamento pescarese si propone dunque come un momento di approfondimento pubblico, con l’ambizione di riportare il dibattito sui contenuti e sulle conseguenze concrete della riforma.