Silvi, Scordella: "Saranno i cittadini a decidere il futuro"



di Redazione
Categoria: ABRUZZO
19/02/2026 alle ore 07:42



Non una scelta dettata dalla politica o dagli equilibri tra partiti, ma un percorso che dovrà nascere dalla volontà popolare. Il sindaco di Silvi, Andrea Scordella, interviene sul tema del possibile riassetto territoriale del Comune tra l’ipotesi di entrare nell’orbita di Pescara e quella di una fusione con Atri e Pineto e chiarisce subito il suo punto di vista: la decisione spetta esclusivamente ai cittadini.

Secondo il primo cittadino, la questione riguarda direttamente le prospettive di sviluppo della città e il futuro delle nuove generazioni, per questo non può essere affrontata nelle segreterie politiche. «Il popolo è sovrano e deve poter scegliere», sottolinea, spiegando che il suo compito sarà quello di avviare un percorso partecipato e trasparente.

L’intenzione è quella di organizzare a breve una serie di incontri pubblici, con assemblee e momenti di confronto aperti ad associazioni, comitati e residenti, per approfondire tutte le opzioni sul tavolo. Solo al termine di questo cammino, come previsto dalla normativa, si arriverà al referendum, che dovrà rappresentare l’esito di un vero dibattito e non una semplice ratifica di decisioni prese altrove.

Scordella invita anche i partiti, in particolare Pd e Noi Moderati, che hanno espresso perplessità sull’eventuale passaggio alla provincia di Pescara, a farsi da parte per lasciare spazio a una riflessione civica. A suo giudizio le forze politiche sono inevitabilmente legate a dinamiche territoriali e campanilistiche, mentre il mondo delle liste civiche e dei comitati avrebbe dimostrato maggiore apertura al confronto.

Proprio da questi ultimi, soprattutto nell’area pescarese, sarebbe arrivato il sostegno più convinto all’idea di avviare una discussione sul futuro di Silvi. Nel ragionamento del sindaco pesa anche il diverso atteggiamento percepito tra le due province: da un lato Teramo, dove il Comune si sarebbe spesso sentito marginale, dall’altro Pescara, da cui sostiene, sarebbero giunti segnali di attenzione e disponibilità.

«Non sono io a decidere per la città conclude, ma devo creare le condizioni perché possa farlo in modo consapevole. Non è una questione di potere, ma di futuro».