La Regione Abruzzo ha approvato il Programma operativo 2026-2028 sulla sanità, un documento che traccia la strategia per uscire dal disavanzo in tre anni. Da ora il piano passa al vaglio dei ministeri della Salute e dell’Economia, che per due settimane analizzeranno nel dettaglio conti, obiettivi e misure previste.
Il deficit sanitario resta il nodo centrale: dopo i 92 milioni del 2024 e una stima di 98 per il 2025, la giunta guidata da Marco Marsilio punta a ridurlo progressivamente fino all’azzeramento nel 2028. Per sostenere il percorso, il governo regionale ha aumentato l’Irpef con l’obiettivo di recuperare circa 80 milioni di euro.
Grazie all’emendamento “Salva Abruzzo”, Roma potrà imporre prescrizioni vincolanti che la Regione dovrà recepire in tempi stretti. Il confronto decisivo si chiuderà entro fine febbraio e definirà il futuro della sanità regionale.
Sul fronte del personale, la Regione assicura che non ci saranno tagli, ma è prevista una razionalizzazione delle assunzioni amministrative e delle consulenze esterne. La spesa complessiva per il personale dovrebbe comunque crescere di 28 milioni. I sindacati chiedono che la riorganizzazione non penalizzi l’efficienza delle Asl.
Il piano prevede inoltre risorse per la stabilizzazione dei lavoratori e il ripristino, dal 2026, del salario accessorio sanitario. Attenzione anche ai costi di farmaci e servizi, con risparmi attesi da gare centralizzate e uso di generici, e alla riduzione della mobilità passiva attraverso accordi con le regioni confinanti.
Nei prossimi giorni il documento sarà condiviso con i sindacati, che si dicono pronti al confronto per tutelare lavoratori e cittadini.