Il Consiglio comunale di Spoltore ha approvato all’unanimità una delibera che chiede lo stop immediato al percorso di fusione che dovrebbe portare alla nascita di “Nuova Pescara” nel 2027, insieme ai Comuni di Pescara e Montesilvano. Al centro della decisione, la richiesta di indire un nuovo referendum consultivo per rimettere la scelta direttamente nelle mani dei cittadini.
La delibera impegna inoltre la Regione Abruzzo ad abrogare la legge che disciplina l’istituzione del nuovo Comune. Allo stesso tempo, il Consiglio ribadisce la disponibilità di Spoltore a discutere un modello alternativo, come quello di una città metropolitana più ampia, capace di coordinare i territori senza però cancellare i Comuni esistenti né le loro identità istituzionali.
Un emendamento presentato dal consigliere di minoranza Stelvio D’Ettorre (Fratelli d’Italia), anch’esso approvato all’unanimità, prevede l’organizzazione della consultazione referendaria. Secondo lo statuto comunale, il referendum consultivo può essere richiesto dalla maggioranza dei consiglieri o da almeno mille elettori.
La proposta è quella di abbinare il voto al prossimo referendum costituzionale previsto per il 22 e 23 marzo. Il quesito sarebbe chiaro e diretto: se gli elettori ritengano opportuno interrompere il processo di fusione con Pescara e Montesilvano previsto dalla normativa regionale.
Nel documento approvato vengono evidenziate anche le criticità emerse nella gestione delle funzioni già associate tra i tre Comuni. Si parla di uffici sotto pressione e di difficoltà operative legate a un’organizzazione giudicata poco chiara e scarsamente sostenibile.
“Finora sono stati unificati solo i servizi più semplici, spesso in modo solo formale – ha spiegato la sindaca Chiara Trulli – ma ora si dovrebbe passare a settori che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, ed è lì che emergono i problemi”.