La Corte dei conti accende i riflettori sulla gestione dell’Aeroporto d’Abruzzo: in cinque anni la Regione ha versato a Saga, la società che gestisce lo scalo di Pescara, 27 milioni di euro per garantirne la continuità operativa.
Secondo la magistratura contabile, la società ha registrato pesanti perdite nel 2023 (-971 mila euro) e nel 2024 (-3,9 milioni), azzerando riserve e capitale sociale. Alla base del disavanzo ci sono il calo dei ricavi, legato soprattutto alla cancellazione della tratta Pescara–Milano Linate, e l’aumento dei costi di produzione, saliti fino a quasi 15 milioni di euro, con forti spese per servizi e promozione.
Nel 2025 la Regione è intervenuta con nuovi finanziamenti per 12,6 milioni, destinati alla ricapitalizzazione, alle funzioni pubbliche dello scalo e alla promozione turistica del brand Abruzzo.
È stato approvato anche un piano industriale 2025-2027 che punta su nuove rotte con Ryanair e Wizzair, sullo sviluppo delle attività commerciali e sull’allungamento della pista, con l’obiettivo di tornare in utile già dal 2025 e superare 1,25 milioni di passeggeri nel 2027.
La Corte chiede però chiarimenti sulla sostenibilità del piano e sui costi, in particolare quelli legati ai contratti con Ryanair e alle campagne pubblicitarie. Il Pd regionale attacca la giunta Marsilio e chiede l’immediata convocazione delle commissioni sulle società partecipate.