Crolla il sogno neroverde: arrestati i manager di Wip in Svizzera



di Redazione
Categoria: ABRUZZO
29/08/2025 alle ore 08:21



Doveva sembrare una favola di provincia: calcio, milioni dall’estero, progetti di stadi moderni e persino una cittadella dello sport presentata alla Camera dei deputati. Ma quel sogno si è incrinato rapidamente. Ieri mattina, come riportato da Il Centro, il risveglio è stato brusco: dalla Svizzera è arrivata la notizia dell’arresto di Jane Lepori Sassu e Adamo Trane, i due manager a capo della Wip Finance, la società elvetica che detiene l’85% del Chieti Calcio. Non è coinvolto nell’indagine il patron teatino Altair D’Arcangelo, che di Wip si era definito solo “procacciatore d’affari”.

Le accuse ipotizzate contro i due amministratori sono pesanti: truffa, appropriazione indebita, amministrazione infedele e riciclaggio. La conferma è arrivata dal ministero pubblico e dalla polizia cantonale ticinese, che hanno reso noto anche il sequestro di documenti e materiale informatico. Lepori Sassu, 48 anni, e Trane, 39, erano già stati estromessi lo scorso marzo dalla Consob svizzera.

Il caso getta un’ombra profonda sulla società neroverde, mentre da aprile la procura di Chieti indaga sui flussi di denaro legati al club per verificare la provenienza dei fondi. Gli inquirenti stanno approfondendo in particolare il ruolo della società Horizon, riconducibile al duo Lepori-Trane, e possibili intrecci con l’inchiesta “Moby Dick”: una maxi frode sull’Iva da 1,3 miliardi di euro che, secondo la procura europea, avrebbe coinvolto anche clan mafiosi e camorristici.

Dalle carte emerge che parte delle operazioni sarebbe transitata dal Canton Ticino, con alcuni indagati risultati azionisti occulti di cinque società amministrate proprio da Lepori e Trane. Ora toccherà all’indagine teatina chiarire se l’acquisizione del Chieti Calcio sia stata soltanto un investimento sportivo o, al contrario, un tassello di un mosaico finanziario ben più oscuro.