La Chiesa del politicamente corretto tradisce i suoi valori



di Gilgamesh
Categoria: ITALIA
07/11/2023 alle ore 16:19



Ieri Papa Bergoglio ha dato due prove sconcertanti: in primis la mattina è stato indisposto per un malanno in udienza con i rabbini europei ma presente con un incontro con i bambini al pomeriggio. E, in secondo luogo, rispondendo ad un quesito sulla guerra, ha quasi giustificato che nella stessa muoiano i soldati ma è inaccettabile che succeda dei bambini. Un Papa che normalizza e banalizza una guerra, distinguendo i morti, rappresenta una novità. 
Con questo Papato assistiamo ad una Chiesa che è essa stessa a farsi fattore di decadimento del cristianesimo, divenendo ausilio della globalizzazione e della banalizzazione del messaggio cristiano aperto alla trascendenza. Si può ipotizzare una logica, quella di aprirsi al mondo per conquistarlo, ma risulta fallimentare perché a lungo andare 
aprendosi al mondo, la Chiesa non conquista il mondo, ma si perde in esso. Finisce per farsi indistinguibile dal mondo e dunque finisce per divenire superflua rispetto allo stesso. La Fede che propone Bergoglio è una fede a basso prezzo e a basso impegno, una dottrina accessibile a tutti, un rifiuto della differenza della teologia che implica di fatto la semplice adesione al messaggio unico del “volemose bene”. Essere buoni cristiani finisce dunque per essere alunni aderenti al pensiero unico politicamente e teologicamente corretto della globalizzazione. Quello che non chiede alcuna fede nella trascendenza, nell’aldilà e nell’anima, ma semplicemente una supina aderenza ai messaggi che prevedono l’accettazione dello smantellamento di ogni figura residua dell’identità della cultura e della tradizione.