Elezioni provinciali, ecco le indiscrezioni sulle candidature


Intanto per i consiglieri le poltrone si fanno più appetibili



Categoria: ABRUZZO
02/11/2021 alle ore 23:45



Il 18 dicembre gli amministratori locali torneranno a votare per il rinnovo del Consiglio provinciale. Mai però questa elezione di secondo livello è stata attenzionata in passato dalla politica come oggi e questo per diversi ordini di ragioni.

La prima: la riforma del Rio che ha stravolto il disegno delle province, verrà nuovamente modificata e, a differenza del passato, i tempi della durata in carica dei consiglieri saranno equiparati a quello del presidente della Provincia. Dunque non più 2 anni di mandato per i consiglieri e 4 anni per il presidente. Se passa la riforma i consiglieri rimarranno in carica 5 anni così come il presidente stesso.

Seconda ragione: il disegno di legge prevede la ricomparsa della Giunta di cui faranno parte 3 membri di cui uno riservato alla quota di genere. Il che significa che tra i 12 consiglieri che verranno eletti a dicembre, tre saranno destinati a essere i futuri assessori. Ma c’è dell’altro che rende questa elezione particolarmente appetibile. Rispetto alla prima versione della legge del Rio che non prevedeva alcuna indennità, di recente al presidente della Provincia è stata riconosciuta una indennità di carica che viene equiparata a quella del sindaco di un capoluogo di provincia, ovvero 54 mila euro lordi. Con la nuova riforma anche a tre membri della Giunta potrà spettare un’indennità di carica che è pari al 50 % dell’indennità di un assessore del capoluogo. Dunque 13 mila euro lordi. E’ evidente dunque come la ricostituzione di un esecutivo con poteri decisionali ampliati e l’indennità di carica, rendono adesso le elezioni provinciali quanto mai appetibili per gli amministratori locali.

Ma il rilievo politico è dato anche da un terzo aspetto. Rispetto al passato, la riforma elimina lo sbarramento per i sindaci. Tradotto significa che in passato, un sindaco che doveva candidarsi a presidente doveva avere davanti almeno 18 mesi di mandato da primo cittadino in moda da garantire stabilità amministrativa. Con l’abolizione di questo sbarramento la strada per la candidatura si spiana per diversi sindaci teramani. E’ il caso ad esempio del sindaco di Campli Federico Agostineli sul quale pendeva questo vincolo e che viene dato per papabile alla corsa di candidato presidente del centrodestra insieme al sindaco di Giulianova Jwan Costantini. Per il centrosinistra invece i sindaci che vengono indicati sulla traiettoria della candidatura a presidente sono Gianguido D’Alberto di Teramo e Mario Nugnes di Roseto. Sempre che centrosinistra e centrodestra da qui a pochi mesi abbiano la stessa fisionomia attuale.

Ma è chiaro che indicazioni più certe su quelli che saranno gli orientamenti usciranno dalle urne del 18 dicembre quando verranno eletti i futuri consiglieri chiamati a traghettare la Provincia nel nuovo corso politico e amministrativo che scaturirà dalla riforma.

Marianna De Troia