Chi vince col Conte bis? Renzi e Grillo


La lettera di Provenzano: un governo di svolta con 7 donne ministro



Categoria: ABRUZZO-ITALIA
05/09/2019 alle ore 08:07



Caro Direttore,

Da una parte Grillo ha vinto perché ha avuto la capacità e il fiuto di costruire il rapporto di aggregazione tra il partito democratico e quello del movimento da lui creato, e nel suo appello afferma una realtà: quella che c’è da riprogettare il mondo. Ha ragione, quando dice che ci troviamo in un contesto centrale epocale, in cui bisogna affrontare delle sfide e delle decisioni difficili come quella della globalizzazione, come la guerra di dazi tra Usa e Cina, che può portare ad una crisi mondiale. Esiste un’Europa bipolare, come vi sono multinazionali che evadono le tasse. Bisogna frenare quelle forze politiche che raccolgono i loro successi elettorali su tematiche come il sovranismo e la xenofobia.

Dall'altra parte Renzi perché ha avuto il fiuto ed ha saputo cogliere il momento per inserirsi nel contesto politico con la crisi aperta da Salvini lanciando l'alleanza con i pentastellati giocando il tutto per tutto, facendo molti passi indietro e mettendo da parte superando accuse e rancori, e visto l'esito è uscito vincitore.

L'apprezzamento del nuovo governo è arrivato anche dalla borsa. Ne fanno parte 7 donne tra le quali spicca la poltrona del Viminale che è andata per la prima volta ad una donna all'ex prefetto di Milanoiciana Lamorgese, altro dicastero importante che verrà occupato per la prima volta da una donna Paola De Micheli è quello delle Infrastrutture e poi quelli di Nunzia Catalfo al Lavoro, di Fabiana Dadone

All Pubblica Amministrazione, Elena Bonetti alle Pari Opportunità, Teresa Bellanova alle Politiche Agricole e Paola Pisano all'Inno a, ione Tecnologica. Ottima la scelta di Roberto Gualtieri del PD all'Economia Politologo, è eurodeputato dal 2009 e alla guida della Commissione Affari economici del parlamento europeo dal 2014. Conta un forte rapporto con Mario Draghi. 11 ministri sono del Sud e gli altri 8 del Nord e del Centro. Domani alle 10 giureranno al Quirinale e lunedì 9 alla Camera per la fiducia e il giorno dopo al Senato.

Sulla carta il governo può contare dai 170 ai 178 voti al Senato che per formare una maggioranza il quorum è di 16, mentre alla Camera il quorum necessario per creare una maggioranza è di 316 deputati e il sistema elettorale italiano fa sì che qui, ottenere il numero necessario di parlamentari sia più facile che al Senato. Il M5s ha 216 deputati, il PD 111 e Leu 14. La maggioranza giallo-rossa potrebbe quindi, se necessario, ottenere la fiducia anche senza i 27 voti del gruppo misto. La Calabria è penalizzata in quanto non ha nessun rappresentante nel governo. Il Movimento 5 Stelle conta 10 dicasteri, il Partito democratico 9, e Liberi e uguali uno, con il lucano Roberto Speranza che va alla Sanità.

Francesco Maria Provenzano

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