Alitalia, davvero Atlantia siede al tavolo?


Pressing finale per sbloccare il salvataggio. Ma salgono le quotazioni di Toto


di Leonardo De Santis
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
11/07/2019 alle ore 13:48



Finalmente la costruzione della nuova Alitalia sembrerebbe arrivata al fotofinish: l’ultima decisione spetta ai due azionisti di maggioranza, la Lega e i Cinque Stelle, che stanno cercando una sintesi per permettere al presidente del consiglio Giuseppe Conte nelle prossime 48-72 ore di avocare a sé il dossier per chiudere il cerchio sulla composizione della cordata di soci della compagnia aerea dopo oltre due anni di amministrazione straordinaria. A Palazzo Chigi il sottosegretario Giancarlo Giorgetti sta tenendo le fila per consentire di arrivare entro il 15 luglio ad una proposta di rilancio della compagnia che coinvolga Ferrovie dello Stato (al 35%), il ministero del Tesoro (al 15%) e l’americana Delta Air Lines (al 15%) e uno o più soci privati.

"Ci sono le Ferrovie dello Stato e il ministero dell'economia. C’è Delta Airlines, serve il quarto elemento. Ieri sera ho incontrato Toto, uno dei soggetti che ambisce a entrare nella nuova Alitalia, mi dicono che ci sarebbe anche una proposta in arrivo di Atlantia, io non ho pregiudizi sul dossier Alitalia e su Atlantia, però nessuno deve mettersi in testa che sulla questione delle revoche di Autostrade il governo possa fare un passo indietro”. In una diretta su Facebook il vice presidente del consiglio Luigi Di Maio conferma l’indiscrezione che la società controllata dai Benetton si prepara a entrare nella partita per il salvataggio dell’aviolinea. Atlantia starebbe valutando infatti di presentare una manifestazione di interesse per circa il 35-40% del capitale, la quota di capitale mancante nella Newco Nuova Alitalia, corrispondente ad almeno 300 milioni.

L'operazione, secondo quanto raccolto negli ambienti finanziari, è oggetto di valutazione in queste ore e porrebbe alcuni paletti: in particolare la partecipazione del gruppo autostradale e il versamento di un assegno di 300 milioni nella nuova società della compagnia di bandiera sarebbe condizionata alla presentazione di un piano industriale di rilancio serio e credibile. Tanto più che per Atlantia, se l'operazione non dovesse subire rallentamenti improvvisi, si tratta del terzo intervento diretto nella tormentata storia di Alitalia: aveva già partecipato alle due ricapitalizzazioni avvenute nel corso del 2008 e successivamente con l'avvento di Etihad. Al momento nessuna decisione definitiva è stata presa, anche perché il dossier sarà esaminato quando è in agenda il cda; fonti vicine al gruppo autostradale fanno sapere che "il tema Alitalia non figura all'ordine del giorno, ma non si esclude che se ne parlerà". 

Nel pomeriggio di ieri fonti della maggioranza citate dall’agenzia Radiocor hanno rivelato che dopo l’incontro con Di Maio, anche le quotazioni del gruppo abruzzese Toto sarebbero in crescita. Per la Newco si procederà ad una ricapitalizzazione attorno al miliardo di euro. Visto che Alitalia dà ancora lavoro a 11 mila dipendenti, senza contare l’indotto, l’interesse pubblico è evidente. 

Insomma resta un sentiero strettissimo, i cui piani si sovrappongono tra loro e complicano la trattativa anche per questioni psicologiche ed emotive. Di Maio ha la necessità politica di tenere i due dossier distinti, mentre Atlantia è consapevole della necessità di salvare Alitalia anche per trainare i volumi degli Aeroporti di Roma, principale hub della compagnia. Non è da escludere che Atlantia possa effettivamente presentare una manifestazione non vincolante: certo è necessaria la condivisione della scelta anche da parte della famiglia Benetton che ha appena richiamato Gianni Mion al timone della capogruppo Edizione per trovare una posizione condivisa a Ponzano Veneto e supportare Castellucci nella scelta di imbarcarsi ancora in un rilancio di Alitalia dopo averlo fatto per ben due volte, con i salvataggi del 2008 e del 2014, perdendo tutto l’investimento.

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