Harakiri Alitalia, niente proroga e corsa contro il tempo


Da 799 giorni con i commissari e senza soluzioni. Ma Di Maio conferma la deadline. Fs, Delta e Toto in attesa


di Davide Leonardi
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
09/07/2019 alle ore 12:02



"Non esiste alcun rinvio del termine per la chiusura del dossier Alitalia - come ribadito dal ministro e vicepremier Luigi Di Maio - il termine ultimo è fissato al 15 luglio". 

Dopo le indiscrezioni riportate ieri dal nostro quotidiano Impaginato.it che indicavano un nuovo rinvio per il dossier nazionalizzazione dell’aviolinea, fonti vicine al ministero dello sviluppo economico confermano la tabella di marcia per trovare il quarto partner da aggiungere al consorzio delle Ferrovie dello Stato. Una stretta per entrare nel vivo della soluzione e, dopo l’ennesimo slittamento, risolvere definitivamente il rebus Alitalia: compagnia che continua a bruciare cassa e che al 30 giugno aveva ancora 435 milioni (509 ad inizio anno).

L’amministratore delegato di Fs Gianfranco Battisti, coadiuvato dagli advisor Mediobanca e Oliver Wyman per il piano industriale, ha in programma una serie di incontri a cominciare da oggi con i nuovi azionisti della newco. A cominciare da German Efromovich, l'azionista della compagnia sudamericana Avianca, interessato a entrare in Alitalia, con una quota del 30% (potrebbe però salire al 40%) e che però punta a diventare presidente.

Oltre all’imprenditore boliviano, gli incontri fissati nell’agenda di Battisti sono quelli con il gruppo Toto e top-manager di Delta Airlines. Insomma un vero e proprio esame per i candidati che si preannuncia cruciale alle luce dei veti che la compagnia statunitense, per varie e diverse motivazioni, espresse precedentemente su questi soggetti. Nel caso di Efromovich, Delta avrebbe espresso infatti la propria contrarietà dal momento che la compagnia colombiana Avianca (189 aerei, Alitalia ne ha 117), di cui Efromovich è azionista, fa parte dell'alleanza globale Star Alliance, concorrente di Sky Team in cui opera Delta.

Oltre a questo ci sarebbero i dubbi sulla sostenibilità finanziaria dell'investimento in Alitalia per l'imprenditore boliviano. Stesse perplessità che Delta avrebbe manifestato anche per Toto, che però disporrebbe delle risorse, circa 200 milioni, rivenienti dalla vendita di campi eolici negli Usa. Un giudizio non condiviso dal vicepremier Luigi Di Maio: secondo il capo politico del M5S (l'hanno riferito i sindacati), proprio perché può contare anche sul business delle concessioni autostradali, Toto godrebbe di una "dimostrata solidità finanziaria". Non è un mistero che la preferenza di Delta, così come delle Ferrovie, sarebbe per Atlantia, ritenuto il partner migliore in considerazione anche della presenza forte nel settore aeroportuale con la controllata Adr che gestisce il più grande hub del Paese: l’aeroporto di Fiumicino.

Ma questa è una partita complicata che si interseca con quella di Aspi, dove si registra il muro contro muro tra l'anima più dialogante del Governo, con il numero uno del ministero dello sviluppo e il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, che sostengono la linea dura della revoca della concessione. In questo quadro l'operazione Alitalia entra in quello che, sulla carta, è il tornante finale in vista della deadline del 15 luglio, giorno entro il quale dovrà essere presentata dalla cordata guidata dalle Ferrovie dello Stato l'offerta vincolante per l'acquisizione della compagnia.

Una scadenza che Di Maio ha confermato in occasione dell'incontro del 3 luglio scorso con i sindacati. Per il momento i tasselli sicuri sono quelli della partecipazione di Fs, Delta Airlines e Mef, con quote, nel caso dei primi due soggetti, leggermente superiori a quelle che erano state finora prospettate e cioè le Ferrovie con il 35%, la compagnia Usa tra il 10 e il 15% mentre l'ingresso del Tesoro viene confermato al 15%.

Alla cordata manca un quarto socio che metta almeno 300 milioni. La newco ad oggi può contare su investimenti per 1 miliardo. Dopo il 15 luglio inizierà la discussione insieme ai sindacati sul piano industriale che, secondo quanto aveva fatto sapere il numero uno del Mise, "dovrà dare rilancio alla compagnia aerea e garantire la tutela dei livelli occupazionali". 

 

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