Euronomine incastrate e procedura contro Roma bloccata


E'l'Ue, bellezza. Ma allora alla Grecia cosa è stato riservato?


di Francesco De Palo
Categoria: Editoriale
04/07/2019 alle ore 10:29



Euronomine incastrate e procedura contro Roma bloccata. E'l'Ue, bellezza.

Non c'è bisogno di essere pericolosi eversori o cronisti da Pulitzer per osservare i difetti di questa macchina burocratica che si chiama Ue e tentare di abbozzare una sua riforma, seria e potabile.

Se il principio di fondo era quello che i conti italiani non erano in ordine e che il rischio default era dietro l'angolo, come mai dopo la tornata di nomi e di accordi tutto si è magicamente appianato?

Non vale più allora l'assunto che gli Stati Membri hanno regole comuni a paletti da rispettare? Quindi non è più lesa maestà sforare il 3% (o giù di lì) per provare a cambiare schema visto che quello andato in scena sino ad oggi si è rivelato fallace?

Viene da pensare alla Grecia, dunque, proprio a pochi giorni dalle elezioni ateniesi che potrebbero vedere soccombere Alexis Tsipras e il suo lavoro pro-troika che ha portato a stipendi bulgari ma con prezzi milanesi, vista l'iva al 24% e niente agevolazioni su beni di primissima necessità come latte, pane e pannolini. Sulla sanità meglio sorvolare: gli ospedali hanno il wifi ma non tutti i posti letto per i dializzati.

Chissà cosa sarebbe accaduto ad Atene e ai suoi conti se non ci fosse stata la parentesi di Varoufakis, o la piroetta di Tsipras dopo il referendum vinto dai no al memorandum, o l'accordo con Skopje che ha regalato il nome Macedonia (e che gli varrà una poltrona in vista), o il dossier idrocarburi, o gli interventi di Moscovici, o i tanti dubbi manifestati dal Fondo Monetario Internazionale (e non dalla bocciofila) sui numeri dei memorandum e i relativi tassi di interessi.

Insomma, per ridare credibilità all'Ue non è sufficiente un lifting, ovvero sostituire il traballante Juncker con l'ex ministra della difesa tedesca Von der Leyen. Ma occorre una strategia che abbatta tempi e carte, che stimoli la ripresa dopo la stagione di austerità, che dia una risposta univoca su difesa comune ed economia, che riveli regole certe che non cambiano a seconda di nomine e accordi. E'l'Ue, bellezza.

 

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