Il "Corriere" lancia l'allarme: urge un traino tutto centrista alla sinistra


Magari a guida Sala. Altrimenti...


di l'innocente
Categoria: CapoVerso (rubrica innocente)
11/06/2019 alle ore 11:25



Urge un traino alla sinistra italiana. Un traino tutto centrista. Perchè senza di quello, il carretto del Pd non va da nessuna parte. La lezione delle europee e i risultati delle comunali lo dicono chiaramente: restar da soli non ha senso. Anzi, fa sfumare il consenso. Cosicchè ecco che il "Corriere della Sera", giornalone della borghesia illuminata meneghina, lancia l'allarme: serve un centro -scrive, con asciutto stile riformista, Antonio Polito - che con la sinistra si allei. E serve subito, signori belli del Nazareno, altrimenti buonanotte ai suonatori. 

Il messaggio veicolato dal giornale milanese non potrebbe essere più chiaro e diretto.

È rivolto a colmare un vuoto e a proporre un'alternativa ai tanti che orfani (politici) lo sono già e ai tant'altri che orfani (politici) lo stanno per diventare. Numeri alla mano, si ragiona dalle parti di via Solferino, non c'è speranza di vittoria per le magnifiche e progressive sorti dei democratici di sinistra asserragliati nel Pd di Zingaretti. Facce vecchie e pseudo-idee politiche ancor più vecchie non aiutano. Non aiuta neppure la retorica pro papa Bergoglio cui pure alcuni s'aggrappano come naufraghi, e nemmeno aiuta scimmiottare, come sulla questione mini-bot, le idee altrui.

La speranza, ancora solo tra le righe, è altra: è quella di compattare chi non è associabile alla attuale maggioranza o all'onda sempre bella pimpante del sovranismo. È, probabilmente, il passo che sarà tentato subito dopo l'estate: un cantiere aperto per un nuovo soggetto capace di ricomprendere quella parte di forzisti berlusconiani che hanno in odio da sempre le propagini alla loro destra e, da qualche anno, l'orrido Salvini; quella diaspora radical chic che neppure coi denari della fondazione Soros riesce a raccattare risultati elettorali soddisfacenti; infine, quell'anima sinistra dei Cinquestelle (poca roba, in verità!) che si riconosce nelle estemporanee baccagliate del presidente della Camera Fico che non pochi danni hanno fatto al Movimento e non pochi malumori hanno provocato.

Certo, sempre di un caravanserraglio si tratterebbe. L'ennesimo, se solo si ricorda la stagione fallimentare dell'Unione di Romano Prodi. Stagione che stavolta potrebbe essere impersonata proprio dallo sguardo aquilino del sindaco di Milano Beppe Sala. Ma, insomma, inutile cincischiare: questo passa il convento. Sempre meglio raccattare il raccattabile e cercare di sparigliare che restare da soli, all'opposizione, per i prossimi dieci anni.

 

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