Infrastrutture, logistica, trasporti: l'America è sempre l'America...


In attesa del restyling per il Jfk ecco che investono 1 miliardo per "migliorare" strade e servizi



Alla grandezza dei Romani contribuì (tra mille altre) la via Salaria, così come la via della seta per quel mondo a est denso di scambi e nuove civiltà.

I greci poi non ne parliamo, scavarono nuove arterie per far toccare ad Alessandro Magno le delizie orientali e tracciarono rotte marittime come pochi fino ai confini del mondo conosciuto e un attimo prima del “fiume Oceano” caro a Ulisse.

Il punto, quindi, al di là di ciò che dopo un lustro frutta sugli alberi del pil e dei bilanci, è legato al tema dell'infrastrutturazione che, piaccia o meno, resta centrale.

Gli Stati Uniti in questo momento rappresentano l'ennesimo un bacino di prova, come dimostra la scelta intrapresa per l'aeroporto Jfk. In un momento storico in cui Pechino e Dubai spingono moltissimo sul fronte trasporti, ecco che le compagnie aeree Usa, e non lo Stato pantalone, costruiranno due nuovi terminal che aiuteranno a rendere il Kennedy International "uno dei migliori aeroporti al mondo". Investimento pluriennale da 13 miliardi di dollari (più di quanto occorre ad esempio per il reddito di cittadinanza)

Ma dal momento che il restyling durerà svariati mesi, al fine di offrire un prodotto sempre all'altezza e tecnologicamente all'avanguardia, ecco il jolly: un altro miliardo di investimenti da avviare subito per miglioramenti alle strade ai servizi.

Ovvero, prevenire oggi le esigenze di comunià, soggetti e players internazionali per non doversi dolere domani di mancati introiti e occasioni perse.

L'esatto contrario di ciò che spesso accade nel vecchio continente dove il tasto del progresso tecnologico legato alla logistica è dolente (per tutti).

L'Europa sta sottovalutando il nuovo corso logistico mondiale? La via della Seta cinese è già stata progettata e le sue basi sono già posate sui terreni di mezza Europa. Intraprendere un veto ideologico adesso è da stolti, almeno per chi punta a migliorare il trend di imprese e realtà produttive (che se vendono di più poi sono chiamate a produrre di più, quindi possono assumere, tanto per essere chiari).

I porti italiani di Taranto e Gioia Tauro per diverse ragioni hanno tragicamente mancato l'occasione anche per colpa di chi non ha voluto vedere oppure non aveva proprio gli occhi per “cogliere” quelle prospettive.

Intercettare quel nuovo bacino, quindi, resta l'input migliore. Ma quando accade che il raddoppio ferroviario o l'alta velocità sono due elementi presenti solo in un pezzetto di alcuni paesi, beh allora i dubbi aumentano e quel parallelo con il Jfk ci fa sentire piccoli-piccoli, oltre che stupidi-stupidi.

Il fondo cinese Fosun, il più grande private equity che investe in Europa, ha deciso di decuplicare il numero dei turisti cinesi che andranno ad abbronzarsi nelle isole greche. Da 100mila a un milione in meno di cinque anni: per questo oltre ad attivare due voli su Atene, ha inglobato il Club Mediterranee e tramite la sua partecipazone nel vettore Thomas Cook, creerà pacchetti standard per la nuova classe media di Pechino desiderosa di viaggiare.

Un altro esempio, di come la sinergia pil-occupazione-logistica sia il fil rouge che, da un lato, produce benessere diffuso e, dall'altro, migliora territori e comunità. Speriamo anche le menti...

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