Matteo Salvini presidente della Commissione europea: ecco l'idea che frulla in mente alla Lega


Non è una boutade. Anzi, più passa il tempo, più ai dirigenti leghisti sembra l'idea giusta per sparigliare e dare respiro



Ancora è soltanto un'idea. Ma la candidatura di Matteo Salvini al vertice della Commissione europea certamente non è una boutade. Anzi, più passa il tempo, più ai dirigenti leghisti sembra l'idea giusta. Capace non solo di sparigliare, ma di dare un respiro Continentale alla strategia del capitano.

È un'idea plausibile e praticabile. Soprattutto, senza controindicazioni. Non sappiamo se la lampadina si sia accesa dopo quella copertina di "Time" oppure dopo l'incontro a quattr'occhi con Steve Bannon o, ancora, dalla attenta valutazione delle forze in campo che si contenderanno la prossima maggioranza parlamentare a Bruxelles e Strasburgo.

Magari sarà stato l'insieme di tutto questo e anche di tanto altro.

Fatto sta che alla possibilità della candidatura di Salvini al vertice della futura Commissione Ue i barbari sognanti più avveduti ci stanno davvero lavorando. Lui, il capitano, ovviamente tace.

Ma è il primo a sapere che può essere proprio un bell'asso di briscola questo che si ritrova in mano.

La campagna elettorale per le elezioni europee del prossimo 29 maggio sarà campale. Per la prima volta da quando quest'Unione traballante esiste, le cosiddette due grandi famiglie politiche, popolari e socialisti, quelle che hanno fatto il bello e cattivo tempo e che si sono spartite ogni cosa rischiano di subire un tale salasso elettorale da non poter più dettare legge.

E per la prima volta i cosiddetti sovranisti sono accreditati di un trionfo elettorale in ognuno del 27 Paesi dell'Unione. Trionfo che porterà alla moltiplicazione dei seggi.

Ovvio che un agglomerato ancor magmatico, ma fortemente critico nei confronti dell'attuale e passata gestione della politica continentale cerchi un suo punto di riferimento. E chi, meglio di Matteo Salvini, potrebbe incarnare il desiderio di rinnovamento e di cambiamento che emergerà chiaramente dalle urne?

Nessun altro leader "sovranista" europeo gode di tale carisma e di tale credito internazionale come oggi il leghista. È chiaro che nessuno si opporrebbe. Anzi.

Ecco perchè l'idea di scalare la presidenza della Commissione si fa, lentamente, strada. L'italiano e sovranista Salvini da una parte, il lussemburghese Juncker o, altro ventriloquo della signora Merkel, dall'altra.

Un confronto davvero stuzzicante. Anche se ancora è soltanto un'idea.

 

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