Come ricostruire anche in Abruzzo il centrodestra (o il destracentro): parla Sigismondi


Il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia: "Noi, rispetto agli alleati, abbiamo una parola in più da dire"


di Lucia Rossini
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
06/07/2018 alle ore 16:09

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Da un lato le azioni ad escludendum, con sullo sfondo lo scontro Martino-Di Stefano e le nuove strade che il centrodestra nazionale prenderà. Dall'altro la necessità di fare rete e sintesi, perché le regionali d'Abruzzo si avvicinano e il tempo stringe. 

Nel mezzo, come dice chiaramente in questa intervista con Impaginato.it, Etelwaldo Sigismondi numero uno di Fdi in Abruzzo, la necessità di capire a che gioco si vuole giocare: se costruire la proposta politica o distruggere.

Giorgia Meloni ha detto che Fratelli d’Italia non è impegnata a ricostruire il centrodestra perché il centrodestra va rifondato e non riassemblato.In che modo?

Va rifondato andando ad aggregare tutte quelle energie nuove che non si riconoscono in una politica fatta di slogan e tutte quelle persone che hanno a cuore il futuro della nostra Nazione, che si muovono nel senso dello slogan che abbiamo utilizzato in campagna elettorale, ossia “un’alleanza di patrioti” che vogliono impegnarsi in prima persona per dare una proposta e un contenitore unico a quella che è la maggioranza del Paese.

Le elezioni politiche hanno segnato in maniera molto chiara che la maggioranza vuole un governo di centrodestra, che ovviamente deve essere rifondato con anche altre realtà e deve essere espressione delle esperienze territoriali presenti: ci riferiamo a tutta la rete di amministratori, consiglieri regionali e quant’altro. Il centrodestra dimostra di avere grande apprezzamento da parte dell’elettorato, e non solo alle politiche del 4 marzo ma anche durante le ultime elezioni regionali e in tutte quelle che sono state le elezioni a livello locale. Rispetto a tutte queste energie che si riconoscono all’interno del centrodestra, dobbiamo riuscire a costruire un nuovo contenitore.

La golden share della Lega vi preoccupa o vi stimola?

No, assolutamente non ci preoccupa, anzi, ci stimola.

Le regionali abruzzesi stanno producendo alcuni strappi tra ex e nuovi ras locali: come uscirne?

Innanzitutto bisogna riuscire a capire se si vuole giocare a costruire la proposta politica o si vuole giocare a distruggere. In questo momento, le rivendicazioni che si stanno facendo sul ruolo del governatore, ossia a chi deve spettare tale ruolo, è un braccio di ferro che appassiona come abbiamo già avuto modo di dire, soltanto gli addetti ai lavori. I cittadini, invece, vogliono una discontinuità rispetto alle politiche del passato e nella fattispecie rispetto alle politiche messe in atto dal governatore D’Alfonso. Nel centrodestra bisogna dare priorità al programma. La figura del governatore dovrà essere individuata successivamente rispetto a quella figura che possa riuscire più delle altre a incarnare un programma di rilancio della nostra regione.

Fratelli d’Italia sta lavorando sul programma e sull’impostazione di una nostra proposta come governatore d’Abruzzo che sottoporremo all’attenzione di tutto il centrodestra e sul quale chiederemo la convergenza. Sono convinto che il ruolo di governatore spetterà a quella forza politica che avrà maggiore credibilità. Ritengo che Fratelli d’Italia, rispetto agli alleati, abbia una parola in più da dire.

Perché il 4 marzo ha prodotto la rottura di schemi di ieri?

In realtà il 4 marzo non ha prodotto una rottura negli schemi di ieri, ma ha ribadito un concetto, ossia che il centrodestra è in maggioranza nel Paese e se unito, compatto e credibile riesce a governare l’Italia. Il 4 marzo ha anche segnato una forte volontà di cambiamento rispetto alle politiche del Partito Democratico.

Ha inoltre premiato quella che è una visione della Nazione che Fratelli d’Italia e il centrodestra da anni rivendicano, quella di tutelare di più i diritti degli italiani. Se per alcuni questa può essere una rottura col passato, per noi è soltanto buon senso, ovvero mettere al primo posto gli interessi degli italiani.

Giorgetti sta a Salvini come Tatarella stava a Fini?

Stiamo parlando di Tatarella, personaggio di alto livello a cui noi tutti siamo legati…non lo paragono a nessuno, non posso rispondere a questa domanda.

Quanto conterà la carta del civismo nella proposta futura del centrodestra abruzzese?

Non sarà il civismo a dettare le regole al centrodestra. Voglio dire, noi riteniamo che il centrodestra debba essere in grado di captare tutte quelle realtà territoriali che non si riconoscono negli schemi tattici dei partiti e che si riconoscono più in liste civiche che si andranno a costruire.

Il centrodestra dovrà essere capace di aggregare e fare una proposta politica capace di cogliere l’attenzione delle realtà civiche ma non saranno le liste civiche che detteranno le regole al centrodestra.

La prossima sarà una battaglia politica tra chi ama l’Abruzzo e lo vuole diverso rispetto agli altri anni, e chi invece vuole continuare a considerare l’Abruzzo una piccola regione. Riteniamo che Fratelli d’Italia e il centrodestra debbano combattere questa battaglia e su questo argomento sono convinto riusciremo ad aggregare molte realtà civiche.

 

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