Univaq: chi sta lavorando ai fianchi della Inverardi?


Cosa si muove tra le fazioni in lotta per le elezioni del 2019: veti, controveti e sussurri di nomi e squadre



A poco più di un anno dalla scadenza del mandato dell’attuale Rettore dell’università de L’Aquila, la Prof.ssa Paola Inverardi, si comincia ad infiammare la discussione sul suo successore. Di pochi giorni fa infatti è l’indiscrezione secondo la quale ci sarebbero già due nomi per il prossimo rettorato che partirà nel 2019.

I due nomi fuoriusciti alle orecchie della stampa sono quelli di Carlo Masciocchi, attuale prorettore vicario, e Fabrizio Politi, presidente dei Corsi di Economia. Nomi che vedono ancora una volta, a distanza di ormai 5 anni, candidati che furono favorevoli o contrari all’ex rettore Ferdinando DI Iorio.

Alla sfida non potrà partecipare il dirigente uscente Inverardi in quanto, per via della riforma dello statuto, non sarà possibile rieleggere per due volte consecutive la stessa persona. Impaginato lo ha chiesto a Sergio Tiberti, ordinario di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche, che a proposito dei possibili candidati si esprime in questo modo: “Credo che i primi nomi che si fanno sono quelli che poi vengono regolarmente bruciati, non sono a conoscenza di nulla e nessuno mi ha chiesto niente e spero che le eventuali candidature diano corso ad una gestione trasparente e condiviso”

Tiberti prosegue dicendo che “per quanto mi riguarda, io e il mio gruppo di amici votanti privilegeremo il programma che più sarà congruo rispetto al bene dell'Università de L’Aquila” e continua parlando delle zone d’ombra della gestione Inverardi. "Francamente alcune cose dell'attuale governance non le ho condivise come ad esempio quanto fatto dalla commissione partitetica insieme alla Asl e sopratutto il non essersi costituita parte civile nel processo riguardante l’affitto dei capannoni ex-optimus.”

La gestione Inverardi è stata dominata dalla volontà di informatizzare l’università de L’Aquila. Il primo passo è stato compiuto nel 2012 con l’istituzione della “SegreteriaVirtuale@Univaq” che, grazie all’omonima app, ha consentito a tutti gli studenti di gestire le pratiche burocratiche direttamente dal proprio smartphone.

Fiore all’occhiello invece è stata la capacità, come confermato dallo stesso sito internet dell’università, di attrarre verso l’ateneo oltre 5.000.000 di euro tra finanziamenti europei e nazionali.

Un altro significativo passo in avanti per l’informatizzazione dell’università è stato nel febbraio 2017 quando l’Univaq ha siglato un accordo con il colosso dell’informatica statunitense Microsoft, per fornire a tutti gli studenti il download della piattaforma Office ed uno spazio di archiviazione di 1TB nell’applicazione di archiviazione cloud OneDrive.

Questa attenzione particolare alle Facoltà Informatiche è stata spesso criticata, infatti si è rivelata un’arma a doppio taglio che pone un’ombra sul management Inverardi.

Una fonte che preferisca rimanere anonima racconta a Impaginato che “la gestione Inverardi si è rivelata disastrosa sopratutto nei confronti dell’equità della distribuzione dei fondi, infatti se la facoltà Informatica, tralaltro campo di insegnamento del Rettore, è stata ben finanziata; le altre facoltà , come ad esempio il polo di Ingegneria hanno visto un drastico taglio dei contributi a loro disposizione”.

Incalzato sulla differenza tra Inverardi e Di Orio la stessa fonte commenta dicendo: “Non trovo sostanziali differenze tra i due, anzi trovo che il rettore Di Orio sia stato un capro espiatorio di una vicenda che ha visto, da parte sua, solo una buona volontà di recuperare immediatamente le attività funzionali dell’università dopo il sisma del 2009”.

 

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